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Basket, Massimo Cancellieri lascia Trento e firma coi turchi del Tofaş

Duccio Fumero

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Cancellieri / Ciamillo

Il futuro di Massimo Cancellieri riparte dalla Turchia e da una delle piazze più solide e ambiziose del basket anatolico. A poche ore dall’eliminazione della sua Dolomiti Energia Trentino in gara-5 dei quarti di finale playoff contro la Virtus Bologna, è arrivata l’ufficialità dell’accordo con il Tofaş S.K.. Una scelta che conferma il crescente profilo internazionale dell’allenatore italiano, reduce da una stagione europea intensa e spesso sopra le aspettative con l’Aquila.

Per Cancellieri sarà la quarta esperienza fuori dall’Italia. Dopo i passaggi sulla panchina del Limoges CSP, della SIG Strasbourg e del PAOK, il tecnico approda ora in un club che negli ultimi anni si è ritagliato uno spazio stabile ai vertici medio-alti della Basketbol Süper Ligi. Il Tofaş S.K., storicamente legato all’industria automobilistica turca attraverso la joint venture Fiat-Tofaş, rappresenta infatti una delle realtà più organizzate del movimento cestistico nazionale, con una forte identità territoriale e una struttura societaria consolidata.

A Bursa il basket ha vissuto il suo momento più alto tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del Duemila, quando il Tofaş riuscì persino a spezzare il predominio dei grandi club di Istanbul conquistando due titoli nazionali consecutivi. Da allora la società ha mantenuto una dimensione competitiva, partecipando con continuità alle coppe europee e costruendosi la reputazione di club capace di sviluppare giovani talenti e proporre una pallacanestro moderna, veloce e offensiva. Un contesto che sembra adattarsi perfettamente alla filosofia di Cancellieri, allenatore capace di dare identità tecnica e intensità emotiva alle proprie squadre.

Il coach di Teramo lascia Trento dopo una stagione vissuta sulle montagne russe, culminata con l’eliminazione contro Bologna ma anche con il raggiungimento dei quarti di finale di EuroCup. E proprio al termine di gara-5 aveva raccontato così il percorso della sua squadra: “Quest’anno è stato un anno intensissimo. Penso di aver fatto quattro stagioni in una. I nostri sbalzi, a volte tecnici, di umore, di risultati, di ambiente, sono stati talmente umorali, che ogni volta che dicevi “ora sono tranquillo”, potevi essere certo che sarebbe successo qualcosa. E quando eri sul fondo, e dicevi “non usciremo mai”, improvvisamente ci riuscivamo. Ho imparato a perseverare, credere nel lavoro”.

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