Arrampicata Sportiva

Arrampicata Sportiva: la Coppa del Mondo a Madrid per boulder e speed

Michele Cassano

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Matteo Zurloni - Ph. World Climbing

Non c’è sosta nella stagione internazionale 2026 dell’arrampicata sportiva. Dopo la tappa di Coppa del Mondo della settimana scorsa a Berna, ora il circuito planetario è pronto a dare spettacolo a Madrid, più precisamente sulle pareti di Alcobendas, con un doppio appuntamento dedicato al boulder e alla speed.

Si parte con il boulder: fra i blocchi iberici, tutti “a caccia di soluzioni” e di quel Sorato Anraku che da iridato sta dettando il passo anche in questa prima parte di stagione. In 90 saranno pronti a sfidarsi, fra cui gli azzurri Luca Boldrini e Matteo Reusa, che avranno come obiettivo quello di provare a superare le qualificazioni.
Al femminile invece (76 specialiste), stante l’assenza della marziana slovena Janja Garnbret, apre a diverse possibilità, fra cui anche quella della conferma dell’australiana Oceania Mackenzie, che la scorsa settimana ha centrato la sua prima vittoria assoluta in CdM. Vedremo se le 5 azzurre in concorso sapranno rivestire il ruolo di “mine vaganti”, in particolare con una Camilla Moroni, andata vicinissima a Berna, all’accesso alla finale; per lei è arrivato il 10° posto finale.

Capitolo speed
Fra gli uomini saranno 69 gli atleti coinvolti. L’Italia punta forte al maschile su Matteo Zurloni e Ludovico Fossali che vorranno certamente riscattarsi rispetto a quanto fatto a Wujiang, quando nessuno dei rappresentanti del Bel Paese riuscì ad approdare al tabellone ad eliminazione diretta. Cert0, dopo il record del mondo (4.54) fatto segnare dal Zhao Yicheng è di fatto ufficiale che la disciplina sia entrata in una dimensione per certi versi assurda, ma provare a dare fastidio ai “Big” del settore è cosa della quale Zurloni e Fossali sono capaci.

Un posto fra le migliori 16 (competono in 50 complessivamente) lo vorrebbero, fra le donne, anche Beatrice Colli e Agnese Fiorio, ma la concorrenza al femminile è altrettanto alta: a volte sono davvero i millesimi a fare la differenza, in un quadro che vede la polacca Aleksandra Kalucka e l’indonesiana Kusuma Dewi andare a sfidare le cinesi Zhou e Zhang o l’atleta neutrale (russa) Elizabeta Ivanova.

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