Nuoto
Andrea Camozzi: “Con Matteo Giunta ho imparato a gestire la gara con la testa. Vivo per i 200 farfalla”
Andrea Camozzi è stato l’ospite dell’ultima puntata di Swim Zone, in onda sul canale YouTube di OA Sport. Il giovane nuotatore italiano classe 2005 ha parlato della sua carriera che sta prendendo una direzione ben precisa e ha posto obiettivi importanti lungo il suo cammino.
Il bergamasco inizia il suo racconto puntando l’attenzione sui “suoi” 200 farfalla: “Fino a qualche anno fa non li facevo nemmeno, facevo i 100 farfalla ed i misti. Il mio vecchio allenatore Davide Conconi si era fissato su questa gara, quella che da bambino guardavo per seguire Phelps, e ho capito che potevo farli. Nel 2021 alla prima convocazione in Nazionale giovanile centrai la semifinale nonostante fossi il più piccolo. La concorrenza in questa gara so bene che è notevole ma è un aspetto che mi piace. La gara per me è tutto. Più avversari ci sono e più è divertente e stimolante. Abbiamo due medagliati mondiali in questa gara come nei 100 rana. Agli Assoluti la finale è stata meravigliosa con tantissimi atleti forti e ognuno con la propria tattica”.
Un approccio alla gara che è mutato decisamente nel corso degli anni. “Andavo a caso, mi buttavo in acqua e davo tutto scoppiando dopo metà gara. Ora con Matteo Giunta lavoro più con la testa e ho capito che devo adattare la gara alle mie caratteristiche. Io nuoto a frequenze basse quindi non devo avere la foga di seguire chi parte forte, come è successo con Burdisso agli Assoluti”.
Il padre di Andrea è Ivano Camozzi ex grande sciatore azzurro. Come sta seguendo la carriera del figlio? “Ci tiene tantissimo e mi segue in ogni gara, sin dalla prima ha studiato ogni minimo aspetto e ora sembra davvero un esperto del settore. Quando ho vinto il primo titolo ho visto scendere la lacrimuccia. Mi ha sempre dato una mano e un sostegno. Mi rassicura, come quando ho deciso di cambiare e di seguire Matteo Giunta”.
Il classe 2005 spiega quanto ami questo sport e quanto sia attento ad ogni minimo aspetto: “Io ho sempre vissuto per questo sport e ho cercato di programmare ogni singola cosa. Scruto quello che fanno i più grandi e tutto quello che facevano i big lo volevo fare anche io. So di essere stato sempre più maturo della mia età e ho sempre voluto stare attento ad ogni minimo dettaglio”.
Nel percorso di crescita farà attenzione a quali miglioramenti in particolare? “Sicuramente mi sono sviluppato molto tardi per cui sono ancora un po’ indietro rispetto ad alcuni miei coetanei, quindi dal punto di vista fisico posso ancora crescere. Come sulla parte atletica ed a secco. In acqua, invece, ho ancora tanti dettagli da migliorare. L’uscita dalla subacquea, per esempio, come le virate. In poche parole tutti quei dettagli che possono regalarti decimi importanti. Ho molta pazienza, non ho fretta. So che posso andare avanti un passo alla volta e, se anche non vedo un risultato immediato, so che devo fidarmi del percorso”.
Andrea Camozzi ammette che, secondo la sua esperienza, ansia e aspettative non lo scalfiscono: “Fin da piccolo ho capito di dover mettere il paraocchi e pensare solo alla mia corsia senza farmi distrarre dagli altri. Mi metto tanta pressione a livello personale perché so quanto ho lavorato e quello che posso fare. Gli eventi internazionali? Sono i più belli e stimolanti, per cui ho zero ansia. Anzi, non vedo l’ora che arrivi Parigi per vedere i campioni cosa fanno, ogni dettaglio”.
Le grandi gare come vanno affrontate? “Secondo me le devi vivere con la consapevolezza che, a parte i fuoriclasse assoluti come Marchand, più o meno tutti siamo allo stesso livello. Devo essere consapevole che io ce la posso fare e competere. So che posso dire la mia e devo provare a fare il massimo”.
Un pensiero sulla squadra italiana che si sta preparando per gli Europei di Parigi: “In primo luogo voglio conoscere meglio i grandi campioni che abbiamo in squadra. Voglio uscire arricchito da questa esperienza e prendere ogni spunto possibile per crescere. Dopodiché avrò anche i Giochi del Mediterraneo, per cui vivrò due appuntamenti importanti uno dietro l’altro. Un motivo per tenere sempre alta l’asticella dell’attenzione e mettermi alla prova. Mi servirà anche in ottica delle prossime stagioni”.
I 200 farfalla sono la realtà di Camozzi. I 100 come vanno affrontati? “Nei 100 sto facendo un po’ più di fatica ad ingranare. Agli Assoluti ho fatto 53.0, che mi porta al massimo in semifinale. Li sto nuotando in funzione dei 200, perché nella gara più lunga occorre un 100 veloce. Sono migliorato molto a livello di velocità e di presa sull’acqua ma c’è ancora tanto lavoro da fare. Vorrei essere più competitivo anche sui 100 e mi dispiace che ho un po’ perso i misti. Più cresci e più ti devi specializzare dopotutto. Ora la mia gara sono i 200 farfalla e a livello internazionale posso fare qualcosa”.
Gli avversari non mancano su questa distanza. Quali sono i talenti emergenti assieme a Camozzi? “Inizierei dai Cmielewski, che sono due gemelli fortissimi contro cui mi sfido già da anni, siamo amici anche fuori dalla vasca, per me sono due riferimenti. Siskos, il greco, è fortissimo, anche se Razzetti e Burdisso sono i miei preferiti da sfidare”.
Quale sarà il percorso del bergamasco verso Parigi? “Dopo Napoli farò Barcellona, poi Merano e il Settecolli. Sono parecchie gare, ma allenarmi penso sia ancor più importante di tutto. A Roma voglio una prestazione che mi confermi di essere sulla strada giusta, dopodiché solo allenamento fino a Parigi. Sarò contento se avrò migliorato ancora il bagaglio di esperienza ed il tempo. Il sogno? La finale agli Europei, ovviamente”.
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