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Alexander Zverev: “Contro Sinner non basta il supporto dell’Intelligenza Artificiale”

Giandomenico Tiseo

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Alexander Zverev / LaPresse

Alexander Zverev ha rispettato i pronostici e conquista la seconda semifinale del Masters 1000 di Madrid, superando il belga Alexander Blockx con una prova solida e autorevole. Il numero 3 del mondo ha imposto il proprio ritmo, mettendo spesso in difficoltà l’avversario, soprattutto lungo la diagonale di rovescio. La vittoria spalanca le porte alla finale, dove Zverev affronterà Jannik Sinner. Un confronto ormai abituale e negli ultimi otto precedenti il tedesco è sempre uscito sconfitto. Alla Caja Mágica si vedrà se “Sascha” riuscirà a invertire questa tendenza.

In conferenza stampa, Zverev ha analizzato così la semifinale: “È stata una bella partita. Penso di averla avuta sotto controllo fin dall’inizio. Lui mi ha messo in difficoltà nel secondo set, ma ho comunque avuto molte occasioni. Ero fiducioso di poterne sfruttare alcune e alla fine ci sono riuscito. Sono contento di come ho gestito la situazione“.

Proiettandosi alla finale contro Sinner, ha aggiunto: “È il numero uno al mondo e non ha perso una partita dall’inizio di febbraio. Credo che in questo momento sia senza dubbio il miglior giocatore al mondo. Devo giocare un tennis davvero ottimo per avere qualche possibilità. So di esserne capace e darò il massimo domenica“.

Zverev si è poi soffermato sul suo rapporto con la terra battuta: “Penso sia solo questione di tempo. La velocità della palla è completamente diversa rispetto al cemento. Una volta che mi sarò adattato, so che potrò giocare bene, ma ci vuole tempo. Giocatori come Jannik o Carlos potrebbero giocare benissimo nella prima settimana. Storicamente, ho vinto tutti i Masters sulla terra battuta tranne quello di Monte Carlo. Sono arrivato in semifinale, mai in finale. Quindi penso di sì, ho bisogno di più tempo rispetto ad altri. In questo momento mi sento bene. Sono in finale e ne sono felice“.

Sul tema dei giovani emergenti, il tedesco ha osservato: “Credo ci siano molti giovani giocatori promettenti, davvero molto bravi e di altissimo livello. Penso che questo stia diventando sempre più evidente di settimana in settimana. Parliamo di Fonseca da un po’ di tempo ormai. Ha un talento straordinario. E ora stanno emergendo anche altri giocatori con un talento altrettanto straordinario. Ad esempio, questa settimana abbiamo visto Jodar fare un grande passo avanti, e lo stesso vale per Blockx. Quindi ci sono molti giovani giocatori che faranno progressi simili nei prossimi mesi e anni, perché credo che il livello del tennis che stanno giocando sia molto alto“.

Infine, una riflessione sull’uso dell’intelligenza artificiale nel tennis moderno: “Come molti altri giocatori, consulto alcune statistiche prima delle partite. Ciononostante, è anche molto importante ricordare che il tennis è uno sport di sensibilità. Contro Jannik, contro Carlos o contro i migliori giocatori del mondo, non ci sono due partite uguali. Lo so io, lo sanno anche loro. Ci adattiamo sempre. Cerchiamo sempre di trovare un modo per batterci a vicenda. Quindi sì, certo, le statistiche aiutano un po’, ma credo che loro sappiano che io so che esistono e che certamente influenzano la mia strategia. I giocatori hanno punti di forza e di debolezza. Penso che alla fine vincano sempre i migliori. In questo caso, negli ultimi mesi è stato Jannik a trionfare. Persino con l’AI, che fornisce molte statistiche su di lui ma non rivela alcun segreto sul suo stile di gioco, non riesco ancora a batterlo. L’AI può aiutarti solo fino a un certo punto“.

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