Atletica
Alessia Succo si racconta: “Ora so di potermela giocare con le più forti. Non abbandono la velocità”
Un’atleta giovane, ma con le idee ben chiare. Alessia Succo è stata l’ultima ospite di Talent Zone, rubrica di approfondimento condotta da Sofia Altavilla e in onda sul canale YouTube di OA Sport. Stiamo parlando di una rappresentante della Nazionale di atletica leggera capace già di riscrivere la storia degli ostacoli giovanili, complice il record del Mondo U18 nei 60hs (8.05) e il primato italiano U20 eguagliato al Meeting di Savona, dove ha segnato 13.14 nei 100 hs.
In primo luogo l’azzurrina ha commentato i recenti ed iper positivi risultati arrivati appunto con le gare di Imperia e Savona: “Ad Imperia mi aspettavo di fare bene, ho migliorato il mio personale che era di 13 e 20 portandolo a 13 e 14. Quando vado in quella pista percepisco che è buona per me e riesco sempre ad andare forte. A Savona invece non mi aspettavo di fare meglio, ma di rimanere sui miei tempi, c’era un po’ di pressione perché le avversarie erano anche campionesse europee. Sono comunque soddisfatta di avere eguagliato il mio record. Che effetto mi fa gareggiare con avversarie più titolate? Cerco di guardare come si comportano in gara, come la gestiscono, come si riscaldano, cerco di apprendere da loro. Fa effetto, non mi sarei mai aspettata di gareggiare a un livello così alto. Dopo gli Europei ho realizzato di potermi interfacciare anche con avversarie del genere vedendo che riuscivo a supportare manifestazioni così importanti: lì ho capito di poter entrare nel circuito con le ragazze più forti, alla fine ci sono riuscita abbastanza bene”.
Un amore, quello con l’atletica, sbocciato quasi subito per la classe 2009 che, da sempre, porta in sé una grande competitività: “Prima ho fatto nuoto, poi un po’ di pattinaggio, hip hop per poco così come la danza, non era uno sport che faceva per me. Mia mamma faceva atletica e mi ha consigliato di provare; lei faceva prove multiple e ostacoli, quindi più o meno quello che faccio io. La mia caratteristica è sempre stata fin da piccola la competitività, sono stata sempre competitiva anche nelle piccole garette, mi ha sempre spronato, spero di poterla mantenere fino che non smetterò l’attività di agonista. A volte mi capita di buttare lo sguardo in altre corsie. Talvolta mi aiuta, specie se ci sono avversarie di pari livello, se sono più forti tendo a non guardarle perché si allontanano ed io piano piano vado indietro. Ma non mi capita comunque spesso. Se dovessi identificarmi in un animale, forse sarei un cavallo, perché è veloce e salta gli ostacoli”.
Alessia Succo ha poi proseguito: “Da piccola mi divertiva fare le campestri ed il mezzofondo, sono felice di averle abbandonate. Sperimentavo prove multiple in cui facevo i 60 o dei lanci. Sono contenta di avere scelto ostacoli, mi sono un po’ pentita di non aver continuato la velocità, ma sono felice della mia scelta. Riprenderla in futuro? Qualche gara continuerò a farla, specialmente 100 e 200 per avere bei tempi, non vorrei abbandonarla perché sono sempre stata abbastanza veloce. I 200 servono per 100 ostacoli, ma vorrei tenermeli lì che non si sa mai”.
L’atleta ha poi raccontato le sensazioni provate una volta registrato il primo record del mondo giovanile: “Non è una cosa che mi sarei aspettata, significava battere il tempo di una quasi Campionessa Olimpica. Mi ha fatto un grande effetto, mi ha dato gioia ed emozioni che non posso spiegare. Avere l’etichetta di un’atleta che ha segnato un record mondiale la tengo stretta. Anche le attenzioni arrivate dall’esterno sono state molto belle da ricevere. In gara sono abbastanza tranquilla. In poche occasioni sono rimasta male, sono abbastanza soddisfatta di come le affronto. Al momento sta andando bene, spero di potere mantenere alta la concentrazione. Il perfezionismo è quasi naturale, negli ostacoli brevi il gesto è quasi un’abitudine, sai che sono tre passi e vai. Essere perfetti nello sport aiuta, così come nella vita, ti fa essere più responsabile. Negli ostacoli è difficile la coordinazione. La responsabilità la gestisco abbastanza bene, so che la gente crede in me, mi sprona, sa che voglio fare bene e mi stanno accanto. Per ora le gestisco anche con aiuti esterni”.
Non è mancato poi un commento sui tanti impegni avuti la scorsa estate: “La prima gara sono stati gli EYOF, dove ero con il gruppo degli Under 18, siamo molto amici e ci conosciamo, è bello vedere quelli che abitano in una regione diversa dalla tua; agli Europei ero tra le più piccole, ma mi sono ambientata con gli altri, la squadra è un punto fondamentale in queste trasferte. Tre allenamenti su sei li faccio da sola, sono abituata, gli altri li faccio con il gruppo della società, in quel caso c’è un’atmosfera diversa, sei più felice; quando sei sola parli solo con il coach, quando sei con i compagni parli di tutto. Ci sta comunque in un percorso da professionista staccarsi dal gruppo e lavorare sulla tua strada”.
Succo è poi ritornata sugli Europei del 2025: “Era fine stagione. In semifinale ero cotta, avevo fatto allenamenti con il caldo non ottimali. In finale sono riuscita ad andare molto bene ed eliminare questa stanchezza, fortunatamente è uscita una bella gara. Non ho un rito ben specifico, tendo ad avere ansia nelle gare in cui so di dover arrivare in una determinata posizione o fare un tempo preciso. Quando faccio gare assolute con i più grandi ho meno ansia perché so di dover fare il mio, vicino a loro non sento l’obiettivo di arrivare tra le prime, non ho riti per fare passare l’ansia, anzi l’ansia positiva a volte aiuta. Cosa mi gasa prima della gara? Non ascolto musica. Il tempo libero che ho nel weekend cerco di passarlo con i miei amici perché non ho molto tempo a disposizione. Con loro faccio shopping e altro. Scuola? Frequento da quest’anno un Tecnico con indirizzo geometra, ho cambiato perché nell’altra non guardavano bene il fatto che facessi atletica, qui sono molto più comprensivi”
Infine l’azzurra ha svelato quali saranno i prossimi appuntamenti, con un focus sugli Europei U18 e i Mondiali U20: “Come primo obiettivo ci sono gli Europei, è l’ultimo mio anno in U18; ai Mondiali voglio fare vedere quello che so fare, non sarà facile arrivare sul podio, ma solo essere lì sarebbe un riconoscimento; ci sono anche le Olimpiadi Giovanili, lì si punterà a fare qualche tempo, sarà una grande stagione anche con i Giochi del Mediterraneo. Gare di passaggio? Ho il 31 maggio il Brixia, poi per il resto non so ancora perché non ho il calendario sottomano, si farà comunque qualche gara all’estero sempre sull’84“.