Formula 1
Toto Wolff frena su Antonelli: “Basta paragoni con Senna”. E sull’ADUO avverte: “Serve per recuperare, non per superare…”
In occasione di un incontro con i media, Toto Wolff ha toccato diversi temi caldi, dalle prospettive regolamentari della F1 fino alla crescita del giovane talento Kimi Antonelli, finito sempre più spesso al centro dell’attenzione per i suoi risultati nei primi tre appuntamenti del Mondiale 2026.
Il manager austriaco ha voluto innanzitutto ridimensionare il clima attorno al pilota italiano: “C’è troppa pressione su di lui in Italia, ho sentito paragoni insensati con Ayrton Senna”. Un messaggio chiaro, che invita a riportare il dibattito su binari più realistici. Wolff ha poi aggiunto: “Sta crescendo come ci aspettavamo, ma è il momento di abbassare le aspettative, non di aumentarle in modo irrazionale“.
Il concetto viene ribadito anche guardando all’età e al percorso di Antonelli: “Ha solo 19 anni. Noi cerchiamo di restare onesti con lui, dicendogli quando le cose vanno bene ma anche aiutandolo a capire gli errori quando le cose vanno male“. Un approccio improntato all’equilibrio, che punta a costruire solidità nel lungo periodo più che alimentare entusiasmi prematuri.
Sul fronte tecnico e regolamentare, il Team Principal della Mercedes si è soffermato sul discusso sistema ADUO, pensato per riequilibrare le prestazioni delle power unit. Wolff ne ha chiarito la filosofia, ma anche i possibili rischi: “Il principio dell’ADUO è quello di permettere alle squadre che incontrano difficoltà con la loro power unit di recuperare terreno, ma non di superare gli altri“.
Da qui, l’insistenza su criteri rigorosi nella sua applicazione: “Deve essere assolutamente chiaro che qualsiasi decisione riguardante la squadra che riceve l’ADUO può avere un impatto maggiore sulle prestazioni e sul campionato se non viene presa con una precisione, una chiarezza e una trasparenza totali“.
Il manager austriaco non lascia spazio a interpretazioni ambigue: “Deve essere chiaro che non c’è posto per le strategie sleali. Dal mio punto di vista, c’è un motorista che ha un problema e dobbiamo aiutarlo, mentre gli altri sono più o meno allo stesso livello“. E conclude con un monito netto: “Sarei molto sorpreso e anche deluso se le decisioni riguardanti l’ADUO interferissero con la gerarchia attuale. L’ADUO è sempre stato concepito come un meccanismo per recuperare, non per superare“.