Ciclismo
Tommaso Bambagioni: “Seixas? Come lui ce n’è solo uno. Al posto di Finn avrei fatto la stessa scelta”
Tommaso Bambagioni è stato l’ospite dell’ultima punta di Bike Today. Il giovane ciclista del Team Technipes #inEmiliaRomagna Caffè Borbone si è raccontato a 360° tra sogni presenti e futuri e speranze.
In primo luogo il classe 2005 grossetano ha iniziato il suo racconto da questo avvio di 2026 molto positivo: “La stagione è iniziata bene. Era comunque nell’aria e si percepiva un inizio di stagione, forse non così, ma comunque brillante. Ci siamo preparati bene abbiamo fatto un mese positivo in Spagna e tutta la squadra sentiva di poter andare forte”.
Dal punto di vista personale il toscano non può che dirsi soddisfatto di questo avvio: “Anche io vedevo che la condizione era buona e lo è tuttora. Venivo dalla vittoria a Mercatale e non mi aspettavo di fare podio nella due giorni del Trofeo Piva ed al Giro del Belvedere. Nel complesso non mi posso certo lamentare”.
Oltre a queste gare sono arrivate anche le esperienze al Giro di Sardegna ed alla Coppi&Bartali: “Forse gli ottimi risultati che ho fatto tra Mercatale, Piva e Belvedere sono dovuti proprio a queste due gare contro i professionisti. Evidentemente mi hanno messo in una forma ancor più rifinita. Ci siamo difesi anche come squadra, io ho fatto ottavo in una tappa della Coppi&Bartali e penso proprio che siamo pronti per esperienze più grandi”.
Ora è arrivata anche la convocazione nella Nazionale U23: “Sicuramente una grande emozione vestire la maglia azzurra, ovviamente è sempre un onore. Sono contento. Parlando con Amadori ho capito che si aspettano tanto da me. Saremo ad un livello più alto e ci sarà da faticare ma penso che potremo fare bene”.
Ora a livello personale sarà la volta dell’attesissimo Tour of the Alps: “Non parto con grosse aspettative dato che corse di così alto livello non le ho mai fatte, e nemmeno così dure. A parte la prima tappa che avrà 1800 metri di dislivello, dopo si farà sempre di più. Proprio per questa durezza molti fanno questo Tour per prepararsi al meglio al Giro d’Italia, anche perché simula un po’ l’ultima settimana della Corsa Rosa. Io darò il massimo e forse anche di più, anche se so che livello e percorso così non li ho mai affrontati. Sarà un palcoscenico in cui mi dovrò confermare e capirò a che livello personale sarò”.
Bambagioni che corridore si sente? “Direi che sono uno scalatore abbastanza veloce per gruppetti ristretti. Nelle salite lunghe non so ancora come potrò andare. Anche nel Giro di Sardegna nella tappa regina sono rimasto davanti fino all’ultima salita, poi sono stato staccato da 15 corridori. Si vedrà come mi comporterò nelle salite lunghe contro i migliori del mondo e scoprirò di più mie caratteristiche”.
Un corridore a cui si ispira? “Seguo il ciclismo moderno, ma i fenomeni di oggi sono impensabili per tutti. Per caratteristiche penso di essere un ciclista simile ad Alaphilippe, perchè posso andare bene in determinate condizioni, ma di solito non sulle salite più dure e lunghe”.
Un parere su Lorenzo Finn: “Avendo corso con lui un anno negli juniores lo conosco e siamo amici. Penso che la sua scelta sia positiva e la appoggio pienamente. Ha voluto correre due anni nella Continental togliendosi soddisfazioni nelle corse alla sua portata, quindi facendo il calendario del World Tour e così si può misurare con i grandi. Io al suo posto avrei fatto la stessa cosa, poi lui fa tutto con la maglia da campione del mondo”.
Un altro nome che si sta facendo largo è, ovviamente, quello del francese Paul Seixas: “Credo che nel World Tour sia il secondo fenomeno. Con quelle gambe e quel motore è inutile correre con gli U23, ma come lui ce n’è solo uno”.
A livello di mercato cosa bolle in pentola? “Qualche telefonata conoscitiva è arrivata. Io però rimango tranquillo e vado avanti per la mia strada. Non ho ancora niente in mano, ma il mio nome sicuramente sta girando. Ho gli occhi addosso e li avrò anche al Tour of the Alps verso il Giro d’Italia Under 23″.
Il programma di questa fase di stagione sarà fitto. “Ora avremo un paio di gare in Italia a livello U23 poi una due giorni in Belgio nelle Ardenne, quindi una gara a tappe in Francia prima del Giro”.
Ultima battuta su un sogno a breve termine e uno a lungo termine: “A breve termine vorrei passare professionista prima o poi, dopotutto a 21 anni in questo ciclismo sei già ad una età avanzata. A lungo termine? Vincere una grande gara, quindi una Classica o magari una tappa a Giro o Tour”.
CLICCA QUI PER VEDERE LA PUNTATA COMPLETA DI BIKE TODAY