Taekwondo

Taekwondo, Sofia Frassica l’unico acuto dell’Italia ai Mondiali Junior. Spedizione deludente, ma la qualità non manca

Erik Nicolaysen

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Sofia Frassica / FITA

Va in archivio con un bottino complessivo di una medaglia e cinque quinti posti la spedizione italiana che ha preso parte nei giorni scorsi ai Campionati Mondiali Junior di taekwondo 2026 in quel di Tashkent. Si tratta di un bilancio leggermente al di sotto delle aspettative per l’Italia, che poteva ambire a qualche podio in più considerando il livello ed il curriculum di alcuni azzurrini presenti in Uzbekistan.

La donna copertina della manifestazione per la squadra italiana è stata sicuramente Sofia Frassica, che si è laureata vice-campionessa iridata juniores nella categoria -63 kg conquistando così la terza medaglia mondiale giovanile della carriera dopo i due bronzi ottenuti da cadetta tra il 2022 ed il 2023. Un nuovo prodotto della rinomata scuola di Mesagne tiene alta dunque la bandiera tricolore nel taekwondo, con la pugliese che ha disputato una gara fantastica a Tashkent dovendo spesso fronteggiare avversarie molto più alte di lei ma riuscendo a spingersi fino alla fine grazie ad un’ottima difesa e ad una notevole tenuta fisica oltre ad una buona tecnica.

Cinque altri atleti azzurri (Anna Gruber, Andrea Zappone, Noemi Carboni, Clio Sottile e Vito Antonacci) hanno ben figurato arrivando a ridosso della zona podio ma fermandosi ai quarti di finale, mentre sono usciti di scena nei turni precedenti due ex campioni del mondo cadetti come Virginia Lampis e Gabriele Rosato. Di seguito riportiamo le dichiarazioni di Angelo Cito, presidente della FITA.

Questa spedizione non ci ha dato i risultati che speravamo, e questo deve essere un richiamo forte per tutti noi. Nello sport si vince e si perde, ma l’impegno e il lavoro di ogni atleta meritano sempre rispetto. Portiamo a casa il prezioso argento di Sofia Frassica e la consapevolezza che molti dei nostri si sono battuti fino all’ultimo secondo e ad un passo dalla medaglia. Non è il tempo delle scuse: è il tempo di trasformare questi istanti in lezioni e trovare soluzioni concrete. Ho fiducia nei nostri atleti e nella loro determinazione a migliorare, e sono certo che lo faranno. Da qui si riparte. Con la testa alta, perché questo è lo sport“.
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