Ciclismo

Tadej Pogacar ha un’arma segreta per la Parigi-Roubaix? Rivoluzione tecnica totale, al limite del gravel

Stefano Villa

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Tadej Pogacar / IPA Agency

Tadej Pogacar si presenterà con grandi ambizioni alla Parigi-Roubaix, che andrà in scena domenica 12 aprile e che proporrà 54,8 km sugli iconici tratti in pavé nel nord della Francia. Dopo aver trionfato alla Milano-Sanremo e al Giro delle Fiandre, il fuoriclasse sloveno andrà a caccia della prima affermazione in carriera nel ribattezzato Inferno del Nord e proverà a tenere vivo il sogno di vincere le cinque Classiche Monumento nella stessa stagione, impresa mai riuscita nella storia del ciclismo.

Il capitano della UAE Emirates dovrà fare i conti soprattutto con l’olandese Mathieu van der Poel, capace di dettare legge nelle ultime tre edizioni e che insegue quel poker di fila precluso a tutte le grandi leggende del passato. Il terzo comodo potrebbe essere il nostro Filippo Ganna, senza dimenticarsi di altri outsider che potrebbero cercare di fare saltare il banco lungo il tracciato che conduce verso il Velodromo più famoso della storia. Alla vigilia di una delle corse più difficili dell’intero calendario internazionale, si sta parlando di un possibile segreto di Tadej Pogacar per affrontare la Parigi-Roubaix.

Il Campione del Mondo in carica potrebbe infatti adottare degli pneumatici di uno spessore molto particolare per la sua seconda apparizione in carriera a queste latitudini (dodici mesi fa si dovette accontentare della seconda piazza, dopo essere caduto nella fase calda del duello con van der Poel). A parlarne diffusamente è stata la testata specializzata Cyclingenews, che ha parlato di pneumatici da 35 millimetri di spessore, una misura quasi mai vista prima su strada e più comune nel gravel.

Il fornitore della UAE Emirates è Continental, che ha appena lanciato sul mercato gli pneumatici GP5000 S TR da 35 mm: sembra proprio che Pogacar li possa montare sulla ruota anteriore, mentre per la posteriore dovrebbe optare per una soluzione da 32 millimetri. Un pneumatico così largo comporta un maggiore rischio di foratura, ma, in teoria, assorbe meglio le vibrazioni provocate dal pavé e permette di andare più veloce sulle pietre. Ricordiamo qualche precedente del quattro volte vincitore del Tour de France: lo scorso anno gareggiò alla Roubaix con una doppia 32 mm (era all’esordio), mentre abitualmente gareggia con la 30 mm.

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