Atletica

Stefano La Sorda: “Cambio di passo impressionante di Fortunato. Riflettere sulle proposte di squalifica, non bruciamo i giovani”

Andrea Ziglio

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Francesco Fortunato / LaPresse

L’Italia è stata grande protagonista agli ultimi Mondiali di marcia a squadre. Una serie di risultati eccezionali a Brasilia, come la vittoria nella mezza maratona con Francesco Fortunato, e l’argento di Sofia Fiorini nella maratona. Di questa edizione, che ha visto gare con le nuove distanze, si è parlato nell’ultima puntata di Sprint Zone, il programma condotto da Ferdinando Savarese sul canale YouTube di OA Sport. Ospite è stato Stefano La Sorda, giudice internazionale e anche allenatore di marcia.

La Sorda analizza la meravigliosa gara di Francesco Fortunato: “Lui si ritrova a metà gara con due proposte di squalifica. Secondo me ha fatto bene anche a rischiare, fa parte del gioco. Non dico che le tre proposte di squalifica siano lì per giocarsele, perché sembrerebbe brutto dirlo, però ci sono situazioni in cui devi agire con intelligenza e lui ha agito con intelligenza. La gara in sé, se dobbiamo dirlo, non è stata velocissima. Ho visto le condizioni meteo, mi hanno parlato anche di un vento forse fastidioso. Detto questo, Fortunato ha fatto un cambio di ritmo non nell’ultimo chilometro, ma negli ultimi 500 metri e questa è la cosa da sottolineare. Al quindicesimo chilometro era distante di 4-5 secondi, poi però ritorna sotto. Probabilmente qualcuno ha provato a fare uno strappo e lui ha reagito con cautela, come si deve fare in questi casi. Reagire d’impeto, soprattutto con due proposte di squalifica già ricevute, sarebbe stato rischioso. La cosa sorprendente però non è tanto essere tornato sotto, ma il cambio di ritmo nell’ultimo chilometro. Gli altri due fanno 3:53 nell’ultimo chilometro e lui fa 3:42. Fa proprio un cambio di ritmo secco che il brasiliano ha sofferto moltissimo. È stata una condotta intelligente. Nella marcia la volata non la fai negli ultimi 100 metri, perché rischi di essere squalificato e dunque la fai prima. Lui l’ha fatta in un momento molto intelligente, visto che al giro di boa parte di colpo. Negli ultimi 500 metri ha fatto circa 10 secondi di differenza, che è tantissimo”.

Continua ancora l’analisi sulla prestazione di Fortunato: “Soprattutto non ha sporcato l’azione, anche perché non poteva permetterselo con due proposte già ricevute. Ha fatto un’azione mirata, nel momento giusto, perché sapeva di avere quelle possibilità. Io ho notato, rispetto ad altre volte, che dal punto di vista tecnico mi sembrava molto elastico. Non parlo di correttezza tecnica, io sono giudice e quindi lì entrano altri parametri, ma proprio di elasticità del movimento. Anche se lo stile magari non mi piace particolarmente, questa è una questione personale, però era molto elastico. Questo secondo me indica una condizione fisica ottima. Considerando che la gara si è svolta a ritmi non folli, lui ha potuto sfruttare al massimo quella situazione. Io ci vedo un collegamento con la vittoria di Madrid dell’anno scorso. Anche lì aveva fatto una cosa simile. Quando è arrivato a quel punto ha detto, in sostanza, adesso posso dare il colpo decisivo. Perché quando parti negli ultimi 500 metri in quel modo, vuol dire che gli altri non riescono più a reagire”.

Un’altra medaglia importante per l’Italia è arrivata con Sofia Fiorini, argento nella maratona di marcia. Ora in vista degli Europei c’è un possibile duello con la spagnola Perez: “Perez resta di un livello ancora superiore. Fiorini ha fatto la sua gara e ha fatto il suo personal best anche in una situazione non ottimale. Sono partite con il 94% di umidità e hanno finito la gara con il 72%, quindi nonostante la temperatura fosse fresca hanno avuto comunque un disagio importante. Lei ha vinto il titolo italiano di maratona e di mezza maratona. Si è ritrovata davanti Paolina Torres, l’ecuadoregna, la cui vittoria non è mai stata in dubbio. Dietro di lei c’era un’altra ecuadoregna, poi la brasiliana arrivata quarta. Se guardiamo le europee, l’altra europea la troviamo al tredicesimo posto, la turca Aslan, arrivata a oltre 23 minuti dalla Fiorini. Quindi potremmo vedere una sfida Spagna-Italia”.

Un Mondiale sicuramente positivo, ma La Sorda avvisa che tutto il movimento deve stare attento: “Adesso faccio una critica, non voglio portare male, ma quando tutto va bene siamo tutti contenti, però bisogna stare attenti, perché gli errori sono dietro l’angolo. Anche nelle scelte di convocazione bisogna essere accorti. Non bisogna bruciare i giovani, bisogna tener conto che alcuni giovani dovrebbero arrivare con i tempi giusti. Non bisogna essere troppo contenti o troppo entusiasti. Questa è una critica che mi permetto di fare da tifoso italiano. Essere troppo gasati porta ad avere aspettative troppo alte e poi, se qualcosa va male, diventano grandi delusioni. E questo è già successo in passato”.

Ancora il giudice italiano sulla marcia azzurra, con un’ulteriore critica riguardante le troppe squalifiche: “La marcia italiana ha fatto il suo. Fortunato ci ha portato una medaglia d’oro in una Coppa del Mondo o Campionato del Mondo a squadre, come lo si voglia chiamare, dopo 65 anni. Se parliamo di italiani, le medaglie recenti sono state poche, un bronzo di Massimo Stano e se torniamo ancora indietro il bronzo di Marco De Luca, con il quarto posto di Teodorico Caporaso in quell’edizione. Se andiamo a rivedere la sommatoria delle proposte di squalifica ricevute dagli atleti italiani, secondo me quel numero, per la storia tecnica della marcia italiana, è troppo alto. Questo non significa che gli italiani non siano capaci. La marcia è anche questo, cioè arrivare a vincere pur avendo due proposte di squalifica. Lo sanno i giudici, lo sanno gli atleti e dovrebbero saperlo anche gli addetti ai lavori, i tifosi e gli appassionati. Però noi abbiamo una scuola tecnica importante, e questo dato dovrebbe far riflettere un minimo. Non significa fare tragedie, ma prestare attenzione. Le due proposte di squalifica ricevute da Francesco Fortunato e poi la vittoria finale sono situazioni che possono succedere. Ma il rischio c’era e poteva arrivare alla terza proposta e, se fosse successo, non sarebbe stato uno scandalo. Per questo bisogna stare attenti”.

Su Massimo Stano:Per me potrebbe puntare a fare una maratona a livello importante. Potrebbe, naturalmente la scelta poi dipende da varie dinamiche tecniche. Perché se hai Francesco Fortunato che in mezza maratona è così competitivo, magari impiegarlo su altre distanze potrebbe essere uno spreco. Se Fortunato è così in forma e lo metti sulle mezze distanze, io Stano me lo giocherei sulla maratona. Poi chiaramente queste sono scelte tecniche che spettano allo staff. La squadra comunque è andata bene, senza grossi problemi. Hanno fatto prestazioni di tutto rispetto, sono stati compatti come squadra e hanno portato anche la medaglia a squadre. Quindi, da questo punto di vista, è stato tutto molto positivo. Io credo che la squadra italiana per la maratona ormai sia fatta, c’è già una base solida, quei tre atleti ci sono”.

Sulle distanze:Io sono sempre stato per la cinquanta. Non si vuole fare cinquanta, ma facciamo almeno quarantacinque come cifra tonda, anche perchè quei tre chilometri in più possono cambiare la gara e renderla ancora più avvincente. Dicono che hanno fatto questa scelta per le nuove distanze per aumentare la spettacolarità. Vedremo”. 

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