Coppa del Mondo

Sci di fondo, per la Svezia sarà “buona la quarantaseiesima”? C’è da sfatare l’eclatante tabù legato alla Coppa femminile!

Francesco Paone Casati

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Frida Karlsson IPA Sport

Nei giorni scorsi, si sono disputati i campionati svedesi di sci di fondo. Invece, sabato, a Mosjøen si disputa la BySprinten, una esibizione con Johannes Høsflot Klæbo e Federico Pellegrino. Si tira alla lunga, da quelle parti. D’altronde, a certe latitudini, la primavera è un concetto ben differente rispetto a quello che possiamo avere nelle temperate latitudini mediterranee. In Scandinavia, sciare ad aprile è l’abitudine ed è uno dei momenti più belli per farlo.

A proposito di Svezia e di sci di fondo, ora che il bailamme dell’inverno si è placato, si può finalmente ragionare a mente fredda per approfondire i temi forniti dagli eventi delle ultime settimane e quelle che possono essere le prospettive in vista dell’inverno 2026-27. L’appassionato può disinteressarsi degli sport invernali fino a novembre, l’atleta comincia a lavorare già a inizio maggio. Pertanto, di spazio per respirare ce n’è ben poco!

Il grande tema, quello con la “T” maiuscola, del settore femminile dello sci di fondo 2027 è proprio la Svezia. Innanzitutto perché i Mondiali si disputeranno a Falun. Chiaramente, le atlete di casa, saranno attesissime. D’altronde viviamo un’epoca in cui le svedesi dominano, almeno quando si tratta di competizioni con medaglie d’oro in palio.

La dimostrazione è data dai risultati del quadriennio olimpico appena concluso. Tra Mondiali (2023 e 2025) e Giochi (2026), la Svezia ha conquistato 15 ori su 18! Eppure, non sono le medaglie il vero fronte da tenere d’occhio. Non è di metallo, bensì di cristallo, il trofeo supremo da conquistare per il movimento Tre Kronor.

La Coppa del Mondo femminile ha ormai vissuto 45 edizioni. Quante sono state vinte da una svedese? Tante quante quelle conquistate dalle fondiste provenienti dal Burkina Faso o da Curaçao. Con tutto il rispetto per le due nazioni citate, che però non sono certo superpotenze  dello sci di fondo, a differenza della Svezia!

Ora che la statunitense Jessica Diggins si è ritirata, che la Norvegia vive una fase difficile della propria storia, che la Finlandia è ormai decaduta e che la Russia non sa quale potrà essere il suo destino, sarà finalmente la volta buona per una svedese? Francamente, se nessuna tra Frida Karlsson, Ebba Andersson, Linn Svahn, Jonna Sundling, Moa Ilar e compagne dovessero primeggiare in classifica generale, si dovrebbe cominciare a parlare di autentica maledizione.

Come può la Svezia non vincere la Coppa del Mondo femminile 2026-27? Il modo lo possono sempre trovare, soprattutto se ci dovesse essere una diserzione di massa del Tour de Ski. Senza il monte-punti conferito dall’appuntamento multi stage, non ci sarebbe modo di contrastare chi dovesse decidere di puntare sulla classifica generale…

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