Salto con gli sci

Salto con gli sci, a sorpresa niente gare di volo femminile a Vikersund nel 2027. La Slovenia non ci sta e provoca

Francesco Paone Casati

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Nika Prevc IPA Sport

Nei giorni scorsi, è stata presentata una bozza del calendario della Coppa del Mondo 2026-27 di salto con gli sci. Anzi, dei calendari, al plurale. Difatti le tappe maschili non coincidono perfettamente con quelle femminili. Nonostante l’istituzione della versione rosa della Tournée dei 4 trampolini (finalmente!), alcuni eventi sono separati.

In particolare, fa discutere l’assenza delle gare femminili di volo dal programma di Vikersund. La tappa norvegese, tradizionalmente collocata a marzo, dovrebbe essere anticipata a febbraio, prima dei Mondiali di Falun. La ragione è rappresentata dal fatto che, nel 2027, Pasqua sarà bassissima (28 marzo). Indi per cui, la conclusione del massimo circuito programmata a Planica, è stata “anticipata” al 21 marzo.

La compressione dei weekend a disposizione e la necessità di rispettare i contratti in essere, ha spinto la Fis a qualche alchimia. Vikersund anticipata e solo maschile. In contemporanea, le donne, andranno a Villach, in Austria. La località della Carinzia ha dovuto far posto a Innsbruck e Bischofshofen a inizio gennaio, per permettere la realizzazione della Tournée, ma non molla il suo slot nel massimo circuito.

Così, è partita la guerra politica. Stando a quanto riportato dal portale polacco sport.pl, durante la riunione per stilare i calendari, la cui struttura attuale andrà ridiscussa e confermata/modificata a maggio, il delegato sloveno Miran Tepes avrebbe avanzato la proposta di aggiungere le gare di volo femminile al programma di Vikersund, spostando Villach a dicembre, eliminando la tappa polacca di Wisla!

Chiaramente, si tratta di una mossa atta a difendere gli interessi delle atlete slovene, particolarmente predisposte al volo. Con una azione machiavellica, Tepes avrebbe cercato sponda in Austria, proponendo di fatto di disputare una tappa in più anche al maschile, poiché Villach potrebbe – nell’idea dello sloveno – ospitare un evento congiunto. Cionondimeno, non ha ottenuto gli effetti sperati.

Innanzitutto, l’Austria non l’ha presa bene. Il direttore sportivo del settore nordico della federazione, Mario Stecher, ha replicato seccamente: “Non scherziamo, organizzare una tappa femminile a febbraio è un conto, organizzare una tappa congiunta a dicembre è un altro paio di maniche. Non abbiamo modo di farlo, questa proposta è pura fantasia.

Dalla Polonia sono invece stati più signorili, poiché il vice-presidente della federazione, Wojciech Gumny ha spiegato: “Non credo che succederà. Ci sono dei contratti da rispettare e tutto lascia presupporre che il giorno di San Nicolò si gareggerà a Wisla. Io capisco a cosa mira Tepes, sa che il salto femminile non è molto popolare in Polonia, ma non per questo vogliamo lasciarlo da parte.

C’è già un piano per il futuro, avere a Wisla con gli uomini e mandare in contemporanea le donne a Szczyrk, dove verrebbero agganciati eventi di contorno, come concerti, per attrarre il pubblico. Ci stiamo già lavorando, è un’idea da sviluppare”.

Il race director della disciplina, Sandro Pertile, come sempre molto ecumenico si è limitato a dire che “la materia dovrà essere discussa durante le nostre riunioni interne”, lasciando intendere come le possibilità che quanto proposto da Tepes si verifichino siano molto ridotte. Intanto, però, il messaggio politico è arrivato. Per quanto possa essere stato provocatorio lo sloveno, bisogna ammettere che non vedere le donne volare a Vikersund rappresenterebbe una stortura e un regresso rispetto all’evoluzione avuta dalla disciplina negli ultimi anni.

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