Roland Garros
Roland Garros 2026, non ci sarà il One-Point Slam a Parigi
Il Roland Garros non ha alcuna intenzione di seguire la strada del discusso “One-Point Slam”, format esploso mediaticamente nella settimana precedente all’Australian Open e capace di attirare curiosità ma anche critiche diffuse per la sua natura fortemente spettacolarizzata.
A chiarire la posizione del torneo è stata la direttrice del torneo, Amélie Mauresmo, che ha ribadito con fermezza la linea del Roland Garros, tracciando un confine netto rispetto a questo tipo di iniziative: “Non vogliamo la fama a tutti i costi“.
Mauresmo ha poi sottolineato come il torneo parigino non intenda rincorrere format pensati esclusivamente per l’impatto mediatico, soprattutto quando rischiano di allontanarsi dall’essenza del tennis: “Il ‘One-Point Slam’ è una moda che non rispecchia né l’essenza né l’autenticità del Roland Garros“.
Un messaggio che conferma la volontà dello Slam sulla terra battuta di preservare la propria identità storica, evitando derive che possano snaturarne il significato sportivo. Il format del “One-Point Slam”, vinto a sorpresa dal tennista amatoriale Jordan Smith, ha certamente generato attenzione globale, ma ha anche aperto un dibattito più ampio sul rapporto tra intrattenimento e tradizione nel tennis moderno.
Mauresmo, però, ha voluto anche precisare che questa posizione non equivale a un rifiuto dell’innovazione in senso assoluto. Il Roland Garros continuerà a evolversi, ma seguendo una direzione coerente con la propria storia: “Non significa rifiutare ogni forma di innovazione“.
La linea è quindi chiara: apertura al cambiamento, ma senza compromettere il valore sportivo e simbolico della competizione. In un’epoca in cui lo spettacolo tende sempre più spesso a ridefinire le regole dell’intrattenimento sportivo, Parigi sceglie di restare fedele a se stessa, mantenendo saldo il legame con la propria identità.