Ciclismo

Remco Evenepoel non ha bevuto la birra alla Amstel Gold Race: perché non ha potuto onorare la tradizione?

Stefano Villa

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Remco Evenepoel / IPA Agency

La Amstel Gold Race è una delle poche gara ciclistiche al mondo che nel proprio nome presenta quello dello sponsor principale dell’evento: è appunto Amstel, noto marchio di birra olandese nato nel 1870 e che ora risiede a Zoeterwoude (una quarantina di chilometri a sud-ovest di Amsterdam). Stiamo parlando di una delle corse di un giorno più prestigiose del calendario internazionale: giunta alla 60ma edizione, può nei fatti essere annoverata come la kermesse di punta dietro alle cinque Classiche Monumento.

In agenda trova spazio tra la Parigi-Roubaix e la Liegi-Bastogne-Liegi, un cuscinetto tra l’Inferno del Nord e la Doyenne che cattura l’attenzione degli appassionati grazie anche a un percorso estremamente esigente (oggi erano previsti ben 33 muri, tra cui tre passaggi sull’iconico Cauberg). Il belga Remco Evenepoel è riuscito a imporsi nella volata a due sul traguardo di Valkenburg, regolando il danese Mattias Skjelmose, il quale sperava di replicare l’impresa di dodici mesi fa.

La tradizione vuole che gli atleti che salgono sul podio della ribattezzata Classica della Birra bevano un bicchiere di bionda, giusto per omaggiare lo sponsor. Evenepoel non ha però potuto onorare l’impegno, alla sua prima affermazione in carriera in questa manifestazione: ha preso il mano il bicchiere, ha dato un prosit a Skjelmose e al francese Benoit Cosnefroy, ma poi lo ha riposto sul vassoio, senza toccare un goccio del liquido alcolico. Il fuoriclasse della Red Bull-BORA-hansgrohe è infatti musulmano, motivo per cui non può bere bevande alcoliche.

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