Tennis
Rafael Jódar analizza lo scontro con Sinner: “Ho giocato alla pari, ma la differenza c’è stata nei punti importanti”
Il percorso di Rafael Jódar al Masters1000 di Madrid si è interrotto nei quarti di finale contro il numero uno del mondo Jannik Sinner, ma ha lasciato in eredità molto più di una semplice sconfitta. Il giovane madrileno, protagonista di una settimana che lo ha proiettato sotto i riflettori internazionali, ha mostrato maturità e lucidità nell’analisi del match e, più in generale, del proprio momento di crescita.
In conferenza stampa, Jódar ha subito raccolto e rilanciato il messaggio di Sinner, che lo ha invitato a non bruciare le tappe: “Sono d’accordo con quello che dice. Dopotutto, è il mio primo anno nel circuito. Ci sono ancora molti tornei in questa stagione e molti altri a venire. Quello che devo fare è cercare di migliorare, usare questa esperienza come una lezione, un’occasione di apprendimento. Come ho detto prima, ci sono ancora tornei su questa superficie, sulla terra battuta e poi su altre superfici. Cercherò di gestirla al meglio, di continuare a migliorare in ogni torneo e di essere consapevole che tutti giocano molto bene e che questi risultati non mi rendono migliore di quello che sono. In fin dei conti, penso che tutti i giocatori di questo circuito giochino molto bene e abbiano una grande ambizione di vincere. La cosa più importante è rimanere con i piedi per terra ed essere consapevole che chiunque può vincere“.
Parole che riflettono un approccio già sorprendentemente equilibrato, nonostante l’esposizione mediatica crescente. Anche il gesto di Sinner a fine partita, quel “Che giocatore!” rivolto alla telecamera, non è passato inosservato: “Sì, beh, alla fine Jannik è una brava persona. Ho molto rispetto per lui per aver pubblicato una cosa del genere, senza dubbio“.
Dal punto di vista tecnico, il confronto con il vertice del ranking ha rappresentato un banco di prova significativo. Jódar ne esce consapevole dei propri mezzi, ma anche dei margini di miglioramento: “Credo di sì, ci sono stati momenti in cui ho gareggiato alla pari e, alla fine, ne traggo insegnamento. Penso di avere ancora molta strada da fare per continuare a migliorare e a dimostrare il mio livello. Mi sto concentrando sugli aspetti positivi. Ho giocato molte partite, non solo oggi, ma anche qui a Madrid e a Barcellona la settimana scorsa. Quindi, ne traggo insegnamento. Cercherò di riposarmi, recuperare bene e poi sarò pronto per il prossimo torneo“.
L’esperienza complessiva del torneo madrileno viene letta come un passaggio formativo chiave: “Ho giocato quattro partite contro avversari molto diversi tra loro, e anche molto forti. Quindi, posso dire di aver avuto l’opportunità di giocare quattro ottime partite e di aver imparato molto da queste quattro partite. È stato davvero bello, soprattutto giocare qui a Madrid, e spero di poter continuare a giocare a questo livello anche nelle prossime partite“.
Sul piano tattico, il giovane iberico ha riconosciuto la superiorità di Sinner nei momenti decisivi, sottolineandone completezza e solidità: “Jannik è un giocatore molto completo, e lo dimostra soprattutto nelle partite, in particolare nei momenti cruciali. È molto sicuro di sé e tutti i suoi colpi sono ben eseguiti. Comunque, ho avuto l’opportunità di giocare contro di lui in una partita che definirei molto equilibrata in molti punti. Ora, come ho detto prima, devo analizzare come ha giocato i suoi punti e cercare di cambiare qualcosa per la prossima volta che affronterò un giocatore come Jannik, o anche per la prossima partita. E per rispondere alla tua seconda domanda, sì, la mia tabella di marcia rimane la stessa; salvo imprevisti, Roma è il prossimo torneo“.
Decisiva, nella lettura del match, la gestione dei momenti: “Ho cercato di giocare meglio, visto come si stava sviluppando la partita, ma credo di non essere stato molto preciso in quei momenti. O forse è merito suo, perché anche lui ha giocato molto bene. Ci sono stati alcuni frangenti che, a dire il vero, non ricordo come siano andati. Sarà utile rivedere la partita e capire cosa avrei potuto fare in quei momenti cruciali che, in definitiva, decidono le partite“.
Nonostante l’ascesa improvvisa, il classe 2006 spagnolo rivendica una continuità personale che va oltre i risultati: “Alla fine, rimarrò sempre la stessa persona, a prescindere da tutto ciò che mi accadrà o che mi è già accaduto. È meraviglioso aver avuto l’opportunità di giocare quattro partite qui a Madrid e poi un quarto di finale sul Campo Centrale; è molto importante. Porterò con me questo ricordo, e so che la strada è ancora lunga“.
Anche la gestione fisica diventa un tema centrale dopo un mese intenso: “Beh, cercherò di affrontare una partita alla volta, proprio come ho fatto finora. Cercherò di recuperare bene, sia ora, visto che non avrò partite per qualche giorno, sia quando inizierà il torneo. Cercherò di recuperare giorno dopo giorno e di affrontare il prossimo torneo con grande entusiasmo e fiducia in quello che farò“.
La settimana madrilena, con vittorie di peso e prestazioni convincenti, non viene letta come un punto d’arrivo ma come un tassello di crescita: “Come dico sempre, affronto una partita alla volta. Anche la prima partita è stata molto difficile, e credo che questo mi abbia aiutato ad adattarmi un po’ alle condizioni del campo e all’atmosfera qui a Madrid, che erano diverse da quelle a cui ero abituato la settimana scorsa a Barcellona. Ho affrontato una partita alla volta e sono molto contento delle esperienze che ho vissuto questa settimana. Porterò con me i momenti positivi, ma ho anche imparato da quelli negativi“.
E sul possibile futuro tra i grandi del circuito, Jódar mantiene prudenza e realismo: “Solo il tempo lo dirà. In fin dei conti, sia Carlos che Jannik sono due grandi giocatori che hanno costantemente dimostrato il loro alto livello in ogni torneo, una costanza davvero notevole, direi. Io e Joao (Fonseca, ndr.) siamo ancora giovani e abbiamo molto da imparare e ampi margini di miglioramento se vogliamo raggiungere quel livello“.