Fondo
Nuoto di fondo, Gregorio Paltrinieri riassapora il podio a Ibiza. A Golfo Aranci un Razzetti in più
La seconda tappa della Coppa del Mondo di nuoto in acque libere, andata in scena a Ibiza, ha restituito un quadro tecnico piuttosto nitido sullo stato di salute del movimento internazionale e, allo stesso tempo, ha offerto indicazioni articolate sulla Nazionale italiana in vista dei prossimi appuntamenti. Nelle acque di Santa Eulària des Riu, il circuito ha confermato una tendenza già emersa all’esordio stagionale: grande densità di rendimento, ritmi elevati sin dalle prime fasi e una crescente importanza della gestione tattica, soprattutto nei finali sempre più compressi.
Al femminile, la scena è stata dominata dall’australiana Moesha Johnson, capace di imporsi sia nella 10 km sia nella 3 km knockout, ribadendo una superiorità attuale piuttosto marcata. In questo contesto, l’Italia ha trovato in Ginevra Taddeucci il proprio riferimento: la fiorentina ha interpretato una gara coraggiosa nella distanza olimpica, restando a lungo in scia della leader prima di pagare nel finale e chiudere sesta. Un risultato che, letto superficialmente, può apparire interlocutorio, ma che in realtà conferma la sua piena competitività ai massimi livelli, soprattutto in una fase iniziale di stagione. Più indietro le altre azzurre, con piazzamenti lontani dalle posizioni di vertice e alcuni ritiri che evidenziano una profondità di squadra ancora da consolidare nelle gare di alto profilo internazionale.
Molto più confortanti, invece, le indicazioni arrivate dal settore maschile. La 10 km ha premiato l’ungherese David Betlehem, ma ha visto l’Italia protagonista con un podio pesante firmato da Andrea Filadelli, terzo al termine di una gara tiratissima e gestita con lucidità. Alle sue spalle, il quarto posto di Marcello Guidi e il quinto di Pasquale Giordano certificano una presenza azzurra compatta nelle posizioni che contano, ulteriormente rafforzata dal settimo posto di Ivan Giovannoni.
In questo contesto si inserisce la prova più opaca di Gregorio Paltrinieri nella 10 km, chiusa fuori dai primi dieci. Un risultato che va però interpretato alla luce del particolare momento stagionale del campione emiliano, impegnato in una fase di transizione tra piscina e acque libere. Le risposte più incoraggianti sono infatti arrivate nella 3 km knockout, format sempre più centrale nel panorama del fondo: qui Paltrinieri ha conquistato un brillante secondo posto, mostrando progressi evidenti sul piano della condizione e della brillantezza, elementi determinanti in una gara breve e ad altissima intensità. La stessa knockout ha confermato la solidità del gruppo maschile italiano, con Filadelli ancora competitivo (quinto) e Matteo Diodato in finale (sesto), a testimonianza di una squadra capace di adattarsi anche a format innovativi e più esplosivi.
Nel complesso, il bilancio di Ibiza per l’Italia è dunque a doppia lettura: qualche difficoltà al femminile, dove Taddeucci resta l’unico vero riferimento da podio, e segnali decisamente positivi al maschile, con una squadra profonda, competitiva e in grado di inserirsi stabilmente tra i migliori.
Lo sguardo si sposta ora verso la terza tappa del circuito, in programma a Golfo Aranci dall’1 al 2 maggio, che rappresenterà un passaggio chiave anche per il peso specifico della partecipazione azzurra. L’Italia si presenterà infatti con un contingente particolarmente ampio, oltre trenta atleti, guidati ancora da Paltrinieri e Taddeucci ma arricchiti da una serie di specialisti e prospetti interessanti.
Tra i nomi più attesi figura anche Gabriele Detti, il cui ritorno nel contesto delle acque libere aggiunge esperienza e qualità a un gruppo già competitivo. Ma la curiosità maggiore è legata all’esordio assoluto nel fondo di Alberto Razzetti: il ligure, specialista dei 200 e 400 misti e della farfalla in piscina, ha scelto di mettersi alla prova nella knockout sprint, un format che per caratteristiche — ritmo elevato, distanza ridotta, componente tattica limitata — potrebbe adattarsi alle sue qualità.