GP Spagna
MotoGP, riparte il Mondiale dopo un anomalo mese di sosta. Aprilia sarà ancora lepre o Ducati avrà colmato il gap?
Il tema forte dell’imminente Gran Premio di Spagna di MotoGP è rappresentato dai rapporti di forza fra le varie aziende impegnate nel Motomondiale, che finalmente riparte dopo la lunga pausa di un mese. Uno iato non previsto, ma venutosi a generare in seguito al rinvio del Gran Premio del Qatar, posticipato a novembre a causa della guerra che sta interessando il Medio Oriente.
Come sappiamo, Aprilia è partita come un razzo. Marco Bezzecchi ha vinto tutti i tre Gran Premi disputati e, in ognuno di essi, ha condiviso il podio con un compagno di marca (Raul Fernandez terzo in Thailandia, Jorge Martin secondo in Brasile e negli Usa). Tanto per gradire, Martinator ha primeggiato nella Sprint tenutasi in Texas. Dunque, la domenica 3 GP vinti su 3 e 6 podi possibili su un massimo di 9. Al sabato, comunque, 1 successo e 3 podi complessivi.
Sono numeri da potenza egemone, quelli che poteva avere Ducati sino allo scorso anno. Qui casca l’asino, non di Borgo Panigale o di Noale, bensì concettuale. In questo mese di pausa, l’azienda bolognese avrà colmato il gap rispetto a quella veneta? La domanda, ovviamente, troverà risposta nel fine settimana a Jerez de la Frontera. Al momento, ogni ipotesi vale il suo contrario.
Dipende dal lavoro svolto dietro le quinte, ossia di ricerca e sviluppo. Diciamo che l’impasto della RS-GP 2026 è venuto meglio rispetto a quella della Desmosedici. Però, il preparato va messo in forno e sta agli chef dell’ingegneria decidere quale dolce creare, aggiungendo gli ingredienti del caso nelle giuste quantità. Bravissimi a Noale durante la lievitazione invernale, tuttavia ora si passa al livello successivo.
Di sicuro, a Borgo Panigale non hanno alcuna intenzione di rinculare al ruolo di seconda forza. Hanno saputo arrivare al vertice con il duro lavoro, seguendo un metodo innovativo e sono stati in grado di scardinare i valori di una categoria dominata dalle aziende giapponesi. Ora sono le Case italiane a essere in concorrenza diretta e a Noale sanno bene che non ci si può sedere sugli allori. Reazione e controreazione, il primo passo dello sviluppo darà i suoi frutti in Andalusia. Vedremo quali saranno più maturi e succosi.