GP Spagna

MotoGP, il GP di Spagna farà da termometro dei valori in campo. Aprilia sogna, Ducati pronta a reagire con forza

Francesco Paone Casati

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Marco Bezzecchi LaPresse

Il Gran Premio di Spagna di MotoGP avrà luogo domenica 26 aprile. La Sprint di Jerez de la Frontera si disputerà, ovviamente, sabato 25. Finalmente il Motomondiale riparte dopo un mese di pausa forzata, venutasi a creare a causa della guerra in Medio Oriente, che ha imposto il rinvio a novembre del Gran Premio del Qatar, originariamente programmato per il 12 aprile.

Si riparte dopo un primo scorcio di stagione dominato dall’Aprilia, capace di vincere 3 Gran Premi su 3 e di issare due moto sul podio in ognuno dei tre appuntamenti disputati sinora. Almeno, se si parla di gare domenicali vere e proprie, il bilancio nelle competizioni dimezzate del sabato non è altrettanto positivo, ma si tratta di un aspetto secondario.

D’altronde, la classifica del Mondiale parla chiaro. Comanda Marco Bezzecchi con 81 punti, insegue Jorge Martin a 77. I due centauri del Factory Team di Noale guidano con un piccolo margine su Pedro Acosta (60) e Fabio di Giannantonio (50). Il Campione in carica, Marc Marquez, è solo quinto, a quota 45. Per lui ancora nessun podio la domenica e un solo successo al sabato.

Si ripartirà da capo, perché le varie aziende porteranno in pista sviluppi delle proprie moto. La RS-GP è stata dominante fra Thailandia, Brasile e Texas. Tanto quanto aveva saputo esserlo la Desmosedici nel recente passato. Cionondimeno, la versione GP26 della creatura di Borgo Panigale non è uscita dalle officine con lo stesso vigore delle sue precorritrici.

Sarà questo il tema principale dell’appuntamento spagnolo, verificare i valori in campo. Se Aprilia dovesse restare la moto da battere, allora a Noale avrebbero davvero modo di tramutare in realtà quello che era partito come un sogno, ma è ormai diventato un obiettivo, ossia la conquista del Mondiale. Viceversa, se Ducati dovesse proporsi a un livello più elevato dei primi tre GP, ci si potrà aspettare una battaglia feroce. Anche perché Marquez non è tipo che abdica facilmente

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