Formula 1
Max Verstappen attacca ancora la F1: “C’è qualcosa di sbagliato alla base”
Max Verstappen torna a far sentire la sua voce, e lo fa da un palcoscenico insolito: il Theater Amsterdam, durante un evento organizzato da Viaplay. Il quattro volte campione del mondo ha toccato diversi temi caldi, offrendo uno sguardo diretto — e tutt’altro che accomodante — sul presente e sul futuro della F1.
Tra i passaggi più significativi, anche il lato umano legato all’addio del suo storico ingegnere di pista, Gianpiero Lambiase, pronto a lasciare la Red Bull Racing per approdare alla McLaren. Verstappen ha raccontato così quel momento: “Mi ha spiegato che tipo di offerta aveva ricevuto. Gli ho detto: saresti sciocco a non accettare. Insieme abbiamo già ottenuto tutto quello che potevamo. Ricevere una proposta così incredibile, anche pensando alla sua famiglia e alla sicurezza che gli garantisce, è importante. Mi ha chiesto una sorta di permesso e io gli ho risposto che doveva farlo al 100%. Ci teneva a sentirlo dire proprio dalla mia bocca“.
Ma è quando il discorso si sposta sul futuro tecnico del Circus che emergono le posizioni più dure. L’olandese non è nuovo a critiche verso il nuovo corso regolamentare — tra monoposto sempre più complesse e power unit ibride — e anche stavolta non usa mezzi termini. Pur riconoscendo un passo avanti nel dialogo con FIA e vertici della F1, l’olandese individua problemi ben più profondi: “Il fatto che stiamo parlando con i vertici della F1 e della FIA è già un progresso. Il problema è che puoi anche modificare un po’ questi regolamenti, ma c’è qualcosa di sbagliato alla base. Non tutti lo ammetteranno pubblicamente, ma è così“.
Una presa di posizione netta, che ha inevitabilmente generato reazioni nel paddock. Tra queste, quella di George Russell, pilota della Mercedes, che ha ridimensionato le parole del rivale, attribuendole più a una questione di competitività che a un reale problema strutturale: secondo il britannico, le critiche di Verstappen sarebbero influenzate dal fatto di non avere attualmente una monoposto dominante.
Nonostante il dibattito acceso, Verstappen resta coerente con la propria visione. Anche sul tema di un possibile ritiro anticipato — mai davvero escluso — il campione olandese guarda oltre il presente, con l’obiettivo di lasciare un’eredità concreta allo sport: “Cerco solo di dare il mio contributo per cambiare le cose. Anche se dovessi smettere tra qualche anno, voglio che rimanga uno sport decente. Se potessi scegliere, vorrei che tornassero i motori V10 o V8“.