Nuoto
Marco Pedoja: “Ceccon non è obbligato a fare sempre bene. Nel dorso/farfalla femminile e nel mezzofondo maschile fatichiamo”
Marco Pedoja è intervenuto come ospite speciale in una delle varie puntate di SwimZone (visibili sul canale Youtube di OA Sport) andate in scena durante la settimana dei Campionati Italiani Assoluti di nuoto a Riccione. L’allenatore di Nicolò Martinenghi e tecnico dello staff della nazionale giovanile italiana ha tracciato un bilancio della manifestazione e più in generale dello stato di salute del movimento azzurro tra presente e futuro.
Il primo punto all’ordine del giorno è stata Sara Curtis che, nonostante gli ottimi risultati, ha vissuto qualche alto e basso a Riccione: “Ieri ha chiuso con un pizzico di amaro in bocca per la sua prestazione (si riferiva ai 100 sl, ndr), non quella che avrebbe voluto realizzare. Si aspetta forse sempre di migliorare a livello cronometrico ma non sempre è possibile. Negli Stati Uniti con la vasca in yard sta facendo grandissime cose, in vasca lunga a Riccione cambiano le cose, ma sono cose che possono accadere”.
Pedoja si concentra sui giovani, come Alessandra Mao, da un punto di vista ben preciso: “Quando sono giovani nuotare in vasca corta rende tutto più facile e divertente. L’entusiasmo della giovane età poi fa il resto. Noi dobbiamo portarli da questa fase a quella della maturità. Dobbiamo fare capire loro che mano a mano il divertimento deve lasciare spazio allo sport inteso come lavoro ma, ovviamente, il tutto deve rimanere un piacere. Sicuramente gli atleti guardano ai tempi, alcuni si fissano un po’ troppo. Non sempre però le gare vanno come si vorrebbe. Anzi, se non pensi al cronometro quasi sempre vai meglio. Sono atleti ma non sono robot, sono persone umane. Passare dal livello giovanile agli Assoluti non è immediato e semplice; è come passare dalle Scuole Medie direttamente all’Università”.
Facendo qualche nome: “Lorenzo Ballarati sta facendo bene. Ha messo in scena un salto di qualità a livello di tempi ed a livello tecnico nella nuotata. Penso sia impressionante nonostante sia ancora molto acerbo e magro. Direi che è ancora tutto da costruire a livello di fisico, ma è nelle mani dell’allenatore giusto”.
Il tecnico azzurro passa ad un altro capitolo: “Tutto può cambiare in poco tempo. Basti pensare quello che è successo nei 200 rana donne. Per anni non abbiamo avuto rappresentanti ai Mondiali o nelle massime competizioni perché non riuscivamo a fare un 2:23. Dovevamo tornare al 2009 al record di Scarcella. Dopodiché è arrivata Fangio e ora Angiolini veleggia sul 2:22. Anche Virginia Menicucci nello stile sta crescendo bene come Bianca Nannucci”.
In vasca a Riccione abbiamo visto anche Thomas Ceccon: “Che dire? Lui c’è sempre. Tutti gli vogliono bene, è un fuoriclasse ma è anche un personaggio fuori dalla vasca. Sicuramente è un po’ stanco dopo tutti i giri fatti, penso che abbia solo bisogno di un po’ di riposo in tranquillità. Non ha voluto focalizzare tutta la sua attenzione e quella di tutti sui 100 dorso. Dopotutto siamo solo a metà del percorso olimpico e non deve forzare. Avrà tempo per pensare a Los Angeles 2028 e non è certo obbligato a fare sempre bene ogni volta”.
Ultima battuta su alcuni settori nei quali non stiamo trovando grandi risultati: “Nel dorso e nella farfalla femminile e nel mezzofondo maschile non stiamo brillando. Dobbiamo analizzare i motivi di questo andamento e lavorare. Organizzare raduni, trovare atleti ideali ma rimanere sereni. Gli avversari sono umani e raggiungibili”.
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