Pallavolo

Marco Gaspari: “L’addio di Antropova sarà una sfida per Scandicci. In posto 4 con Egonu anche per il muro”

Alessandro Passanti

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Marco Gaspari / ValOri_ph

Marco Gaspari è stato l’ospite dell’ultima puntata di Volley Night, in onda sul canale Youtube di OA Sport. L’allenatore della Savino Del Bene Scandicci ha fatto il punto della situazione sulla formazione toscana che si prepara per la Final Four di Champions League che prenderà il via il 2 maggio.

Prima di pensare al futuro, si torna sulla semifinale scudetto che ha visto Scandicci capitolare contro Milano: “Siamo dispiaciuti per come sono andate le cose perché l’avevamo messo come obiettivo. Milano ha meritato, brave loro, ma noi non siamo arrivate nelle condizioni migliori all’appuntamento. Rimane comunque la consapevolezza di una annata positiva. Ora abbiamo avuto modo e tempo di recuperare nonostante un calendario fitto. Skinner sta meglio, Ognjenovic ha recuperato dalla frattura al dito e nel complesso ci stiamo preparando per un appuntamento davvero importante”. 

Un passo indietro. Dalla Champions League torniamo al trionfo del Mondiale:La vittoria contro Conegliano? Un successo speciale. Vincere contro le mie rivali di sempre, che spesso mi hanno battuto, è stato davvero incredibile. Una partita nella quale è successo di tutto tra tanti alti e bassi, nonostante il tifo contro perchè loro avevano Gabi. Vincere contro una rivale come Conegliano, squadra per la quale ho una stima immensa, ha avuto un sapore speciale. Ora vogliamo rivivere quelle sensazioni anche in Champions. L’ho voluto sottolineare con forza alle ragazze”. 

La prima sfida nella Final Four sarà contro le turche dell’Eczacıbaşı Spor Kulübü:Siamo di fronte ad una ennesima opportunità per fare qualcosa di speciale. Affrontiamo, però, una squadra molto forte e dovremo fare grande attenzione. Loro sono in crescita e hanno una fisicità incredibile, penso che siano la squadra con l’altezza media più elevata. Noi sappiamo cosa dovremo fare ovvero mettere in campo la nostra migliore pallavolo e dare il 110%”.

Come si arriva ad un evento simile con uno stop così lungo?Arriveremo alla sfida con un mese di stop. Da un lato ci siamo potuti allenare nel migliore dei modi, ma non avremo match nelle gambe e potrebbe farsi sentire. Ho grande fiducia nel gruppo”. 

Si va a chiudere una stagione che, secondo molti, vede troppe partite da disputarsi:Lo dico da un po’ di anni, io penso che se l’attività internazionale decide di prendere sei mesi di un anno sportivo l’unico modo è ridurre le squadre a 12. La formula della Turchia non mi piace, con solo le prime quattro alle semifinali per il titolo. Se hai un infortunio crolla tutto in una sola settimana e non è giusto. I playoff per me sono il miglior spettacolo che possiamo offrire e ridurli non ha senso. Per me ci vorrebbe un po’ più di elasticità per permettere i recuperi e compensare le tempistiche dei voli anche internazionali. L’attività dei club andrebbe più bilanciata. Non si ha quasi tempo per amalgamare le squadre e ci si ritrova a pochi giorni dal via del campionato. Noi chiuderemo con 50 partite, è impensabile mantenere lo stesso livello di qualità da inizio a fine stagione. Per avere lo spettacolo bisogna dare alle squadre più tempo”. 

Nella prossima stagione Antropova saluterà Scandicci.Un addio pesante? Io faccio l’allenatore e una cosa che adoro del mio lavoro è innamorarmi subito della squadra che ho a disposizione. Non penso alle singole anche se Kate è stata esemplare come tutte le altre. Sono convinto che nel futuro farà una grande strada. Noi allenatori abbiamo queste grandi sfide essere e dobbiamo essere consapevoli che la squadra che abbiamo è la più forte del pianeta”.

Velasco potrebbe lanciare Antropova in posto 4. Gaspari ha la sua idea sull’argomento:Credo che quello che voglia provare il CT è ottimizzare due giocatrici straordinarie come Kate ed Egonu. Non una questione del farle coesistere. Per ora le ha ruotate molto e ora vuole sfruttarle al massimo. Kate, come sappiamo, non solo è una grande attaccante, ma è anche eccezionale a muro”. 

Marco Gaspari chiude con un’ultima battuta personale, ovvero sul come è cambiato da allenatore:Ora direi che mi faccio meno problemi di una volta. Ho 43 anni, alleno da parecchio, ho sempre voluto vincere e ho sempre sofferto i ko. Sono cambiato relativamente, diciamo. Non penso ci si possa stravolgere completamente. Per come sono fatto io ho sempre messo davanti a me l’obiettivo da raggiungere. Ora forse vivo il tutto un po’ meglio. Sono troppo esigente? Senza dubbio, sia con me, sia con le ragazze. Ma solo alzano l’asticella sempre si può crescere”. 

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