GP Spagna

Marco Bezzecchi: “Marc Marquez dice che sono l’uomo da battere? Sono contento…”

Giandomenico Tiseo

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Bezzecchi / Stephen Blackberry IPA Sport

Il Mondiale MotoGP 2026 riaccende i motori a Jerez de la Frontera (Spagna) e lo fa con un uomo solo al comando: Marco Bezzecchi. Il pilota dell’Aprilia si presenta in Andalusia da leader della classifica iridata, forte di un avvio di stagione che ha confermato quanto di straordinario mostrato nel finale dello scorso anno.

Dopo il doppio acuto di Portimao e Valencia che aveva chiuso in maniera trionfale il 2025, il romagnolo ha riaperto il nuovo campionato senza perdere slancio, infilando tre vittorie consecutive e raggiungendo il notevole traguardo di 121 giri consecutivi in testa nelle gare lunghe della domenica. Numeri da dominatore assoluto, che tuttavia non bastano a far abbassare la guardia.

A interrompere il ritmo, infatti, non è stata la pista ma il calendario. Il rinvio del Gran Premio del Qatar, imposto dalla crisi in Medio Oriente, ha creato uno stop di quasi un mese tra Austin e Jerez. Una pausa anomala, che secondo molti potrebbe aver rimescolato le carte. Eppure, per avversari e addetti ai lavori, Bezzecchi resta l’uomo da battere, anche davanti al campione del mondo in carica Marc Marquez.

Lo stesso pilota Aprilia, però, preferisce mantenere prudenza. Al suo arrivo in Andalusia ha accolto con soddisfazione i giudizi positivi, senza però sbilanciarsi: “Per prima cosa, sono contento che Marquez abbia detto, perché se arriva da lui è sempre una buono. Ma alla fine è come un nuovo inizio. Abbiamo avuto una pausa abbastanza lunga, quindi tutti hanno avuto il tempo per lavorare: piloti, team e soprattutto gli ingegneri, quindi vedremo. Ovviamente lo spero, ma vediamo” (fonte: Motorsport.com).

Il tema della pressione, inevitabilmente, torna centrale. Se nel 2025 il riminese aveva dovuto caricarsi sulle spalle lo sviluppo della RS-GP durante l’assenza per infortunio di Jorge Martin, oggi il peso è differente: non più quello della responsabilità tecnica, ma quello del favorito. Anche su questo, il romagnolo ha mostrato lucidità: “Sono pressioni diverse e sono entrambe pressioni toste. L’anno scorso non è stato facile chiaramente, ma ne abbiamo già parlato e riparlato. Quest’anno non è facile ugualmente, perché ci sono tutti gli altri pronti a darci fastidio. Ma alla fine corriamo per questo, quindi sono contento. Non ti saprei dire quale delle due sia più difficile, semplicemente sono un po’ diverse. Da un certo punto di vista, però, la pressione è anche una sorta di privilegio. Non è semplice, però ci dobbiamo riuscire a convivere“.

Durante la lunga pausa, Bezzecchi ha avuto anche il tempo di riguardare quanto fatto nelle prime uscite stagionali, senza però lasciarsi trascinare da facili entusiasmi: “Ci ho ripensato, le gare le ho riviste, ma di base non mi sono fatto nessun film mentale. Semplicemente, sono contento di come sono andate le cose. Sappiamo che ci sono ancora alcune cose da sistemare, ma bisogna essere soddisfatti di com’è andata, anche perché comunque c’è tanto di positivo da portarsi dietro. Ma non ho fatto chissà quali ragionamenti“.

C’è spazio anche per una puntualizzazione rispetto a chi ritiene che il suo rendimento sia la semplice prosecuzione del finale di 2025. “Non sono d’accordo. Alla fine ci sono tante cose che sono state cambiate da parte mia nel lavoro, ma anche da parte dei ragazzi nel box. E’ difficile fare una comparazione tra ogni gara, perché comunque ogni gara è fatta a modo suo. Semplicemente, è stato un buon inizio di cui dobbiamo essere contenti, ma senza accontentarci“.

Un concetto che il leader del Mondiale ribadisce con ancora maggiore forza: “Dobbiamo continuare a lavorare, perché appena rallenti sei fottuto. La fabbrica lo sta già facendo e io sto facendo la mia parte, ma loro stanno facendo la loro. Quindi ho piena fiducia nel mio team e nella fabbrica, perché so che daranno sempre il massimo“.

Se la domenica sorride, resta invece da migliorare il rendimento nelle Sprint Race, dove i due zeri raccolti finora pesano sull’economia del campionato. In questo senso, avere al proprio fianco Jorge Martin rappresenta un’opportunità preziosa. Lo spagnolo, campione del mondo 2024, è da tempo uno specialista assoluto del format breve. Il centauro italiano ne è consapevole: “Non è sicuramente un caso che Jorge ne abbia vinte così tante. E’ chiaro che lui è molto forte, da quando sono state introdotte è uno dei più forti, se non il più forte in assoluto. Anche perché l’anno scorso praticamente non ne ha fatta nessuna, quindi sicuramente devo cercare di imparare un po’ da lui e di capire meglio come interpretare meglio l’approccio a questa gara così diversa, sia nella guida che in tutto il resto. Quindi mi può servire avere lui e spero di riuscire a scopiazzarlo“.

Infine, il romagnolo si è soffermato anche sull’affetto ricevuto dai tifosi durante la pausa, in un momento particolarmente brillante per lo sport italiano, segnato anche dai successi di Kimi Antonelli e Jannik Sinner: “Sicuramente mi ha fatto molto piacere, è stato figo, anche perché in giro ho notato molta gente che mi tifa. Ma è stato bello perché c’è stata anche questa combinazione con Kimi e con Sinner. Non so se sia stata una casualità, ma fatto sta che a pochi giorni di differenza ci siamo tutti ritrovati in testa. E’ stato un momento molto bello, ma adesso torniamo a lavorare e basta“.

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