Lotta

L’Italia è diventata una comparsa nella lotta: una sola medaglia agli Europei e prospettive non allettanti

Erik Nicolaysen

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Piroddu / Fijlkam

I Campionati Europei di Tirana hanno confermato in buona sostanza l’attuale livello della Nazionale italiana di lotta in assenza di alcune importanti pedine degli ultimi anni come Frank Chamizo, Abraham Conyedo e soprattutto la giovane stella del settore femminile Aurora Russo, con l’eccezione di un convincente Simone Piroddu che ha salvato in extremis il bilancio della spedizione azzurra conquistando un bronzo di valore nei 61 kg stile libero.

Il 23enne sardo si è reso protagonista di un ottimo torneo, centrando la prima medaglia della carriera in una rassegna internazionale senior dopo essersi tolto grandi soddisfazioni a livello giovanile, anche se chiaramente in questo caso stiamo parlando di una categoria non olimpica (meno competitiva quindi almeno sulla carta rispetto alla 57 e alle 65 kg).

Piroddu, costretto a fare i conti in passato con tanti infortuni che ne hanno rallentato la crescita, è stato capace di battere nello spareggio terzo/quinto posto un avversario piuttosto ostico come l’azerbaigiano Nuraddin Novruzov (bronzo mondiale in carica) guadagnandosi dunque con pieno merito la medaglia di bronzo e rilanciando le sue ambizioni in vista delle qualificazioni olimpiche verso Los Angeles 2028.

Per il resto sono poche le indicazioni positive che può trarre l’Italia da questa edizione degli Europei, se non il quinto posto di Enrica Rinaldi che si conferma nuovamente a ridosso dell’élite continentale nei 76 kg (l’eccellenza mondiale è ancora distante). Vedremo nei prossimi mesi e soprattutto nel 2027 quali potranno essere le prospettive di una squadra azzurra a pieno regime e senza infortuni, ma la sensazione è che servirà qualcosa di speciale e ad oggi difficilmente preventivabile per tornare sul podio ad un Mondiale o alle Olimpiadi da qui alla conclusione di questo ciclo olimpico.

 

 

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