Vela
La Ferrari presenta Hypersail: monoscafo oceanico per nuove sfide in mare
Alla Milano Design Week, tra installazioni visionarie e concept che anticipano il futuro, la scena è stata catturata da un qualcosa inatteso: non un’auto, ma un’imbarcazione. O meglio, un’idea di velocità che cambia elemento. Con la presentazione ufficiale della livrea di Ferrari Hypersail, il Cavallino Rampante ha compiuto un gesto simbolico e concreto insieme: lasciare l’asfalto per misurarsi con l’orizzonte instabile del mare.
Hypersail non è solo una barca, ma una sfida. Si tratta di un monoscafo oceanico da 100 piedi progettato per “volare” sull’acqua grazie a un sofisticato sistema di full-foiling, una tecnologia che consente allo scafo di sollevarsi riducendo drasticamente l’attrito. È qui che si coglie il primo tratto distintivo del progetto: la trasposizione del DNA Ferrari in un contesto radicalmente diverso, dove la velocità non si misura più in rettilinei ma in rotte oceaniche, e dove la stabilità diventa una conquista dinamica.
Il progetto nasce come piattaforma di open innovation, un laboratorio corale in cui convergono competenze apparentemente distanti. Il Ferrari Design Studio, guidato da Flavio Manzoni, ha lavorato fianco a fianco con il Tech Team Ferrari e con l’architetto navale Guillaume Verdier, figura di riferimento nella vela internazionale, come si legge sul sito della Rossa. Il risultato è un oggetto che unisce estetica e funzione in modo quasi inevitabile: linee tese, superfici scolpite dal vento, una livrea che fonde il grigio tecnico della fibra di carbonio con il Giallo Fly, colore identitario della casa di Maranello.
Ma è sotto la pelle che Hypersail rivela la sua natura più ambiziosa. Il sistema di volo a tre punti — foil laterali, foil sul timone e chiglia basculante — rappresenta una soluzione inedita per un monoscafo di queste dimensioni, garantendo equilibrio e prestazioni in condizioni estreme. L’assenza di un motore endotermico segna un ulteriore cambio di paradigma: l’imbarcazione è completamente autosufficiente dal punto di vista energetico, grazie a pannelli solari integrati e sistemi di recupero dell’energia cinetica ed eolica. Un laboratorio galleggiante, in cui ogni scelta tecnica risponde a una visione più ampia di sostenibilità e innovazione, ha comunicato la Ferrari.
La gestione del “volo” è affidata a una rete di sensori e algoritmi derivati dall’esperienza in F1, a testimonianza di un trasferimento tecnologico sempre più fluido tra discipline. In questo senso, Hypersail si pone come l’equivalente nautico delle hypercar di Maranello più avanzate, come la Ferrari 499P, portando in mare lo stesso approccio ingegneristico e la stessa ossessione per la performance.
Il percorso del progetto, tuttavia, non è stato privo di scosse. Sotto la guida iniziale di Giovanni Soldini, figura iconica della vela oceanica, Hypersail ha completato la sua prima fase: quella della progettazione e costruzione. L’uscita di scena di Soldini 20 giorni fa, ufficialmente consensuale, ha però sollevato interrogativi. Al suo posto è subentrato Enrico Voltolini, ingegnere con esperienza in contesti altamente competitivi come l’America’s Cup. Un passaggio di consegne che segna, forse, una transizione da una visione più “marinaresca” a una più ingegneristica, proprio alla vigilia dei test in mare.