Tennis
Jasmine Paolini e le lacrime a Stoccarda: periodo complicato per l’azzurra e gestione del team in discussione
La stagione 2026 di Jasmine Paolini si sta delineando, fin qui, come un percorso irregolare, segnato più da ombre che da reali segnali di continuità. Dopo due annate di alto livello, per quanto diverse tra loro per contesto e risultati, l’azzurra fatica a ritrovare equilibrio e rendimento. I numeri, in questo senso, sono eloquenti: nove vittorie a fronte di otto sconfitte rappresentano un bilancio che certifica un evidente rallentamento rispetto alle aspettative.
L’eliminazione all’esordio a Stoccarda contro la turca Zeynep Sonmez, proveniente dalle qualificazioni, ha ulteriormente evidenziato le fragilità attuali. Non si tratta soltanto di una battuta d’arresto sul piano tecnico, ma di un passaggio che ha lasciato intravedere crepe anche sotto il profilo emotivo. Emblematico, in questo senso, lo sfogo arrivato in avvio di secondo set, con Paolini sotto 6-2 1-0: le lacrime, insolite per una giocatrice tradizionalmente combattiva e resiliente, raccontano più di qualsiasi statistica.
VIDEO LACRIME PAOLINI A STOCCARDA
Questa scena mi spezza. Detto ciò, è ormai palese che le persone che le stanno accanto non le diano serenità quando serve.
Forza Jas💪#tennis🎾 pic.twitter.com/9SAtdZOg1X
— Carlo Galati (@CarloGalati) April 15, 2026
È proprio su questo piano che emergono gli interrogativi più rilevanti. La gestione del team e, più in generale, la serenità dell’atleta sembrano oggi elementi centrali nell’analisi del suo rendimento. Al di là delle dinamiche personali — inevitabilmente opache dall’esterno — ciò che appare evidente è una certa instabilità strutturale all’interno del suo staff.
La separazione da Renzo Furlan, avvenuta il 31 marzo 2025, ha rappresentato un punto di svolta. Da quel momento, l’“azienda Paolini” ha attraversato una fase di ridefinizione continua, senza riuscire a consolidare un assetto tecnico duraturo. In questo contesto, la figura di Sara Errani ha assunto un peso crescente.
Il legame tra le due, rafforzato anche dai successi ottenuti in doppio, è diventato uno degli elementi caratterizzanti degli ultimi mesi. Tuttavia, proprio questa centralità potrebbe aver generato alcune controindicazioni nella costruzione di un team equilibrato e stabile. Le collaborazioni prima con Marc Lopez e poi con Danilo Pizzorno, infatti, non hanno avuto continuità, contribuendo a un quadro di incertezza.
Un’instabilità che inevitabilmente si riflette sul campo. Nei primi mesi del 2026, Paolini appare alla ricerca di riferimenti tecnici ed emotivi solidi, senza i quali diventa difficile esprimere il proprio potenziale. Non a caso, tra gli addetti ai lavori si fa strada l’idea di una possibile revisione delle priorità, con una riduzione dell’impegno nel doppio per concentrare energie e lavoro sul singolare.
Resta però un nodo più profondo: capire quanto l’attuale assetto, inclusa l’influenza di Errani, sia funzionale alla crescita di Paolini nel lungo periodo. Perché il talento e la competitività non sono in discussione; ciò che manca, oggi, è una direzione chiara. E senza quella, anche i percorsi più promettenti rischiano di perdere coerenza.