Tennis
Jannik Sinner contro Carlos Alcaraz, a Montecarlo la finale decide il numero 1 del mondo
Da una parte Jannik Sinner, dall’altra Carlos Alcaraz. 66 settimane al numero 1 l’uno, 66 settimane l’altro. E sebbene gli scontri diretti dicano 6-10 per lo spagnolo, i punti conquistati sono gli stessi: 1651 a testa. Un dato che ha quasi dell’assurdo. A Montecarlo, nel terzo Masters 1000 dell’anno, si celebra una sfida che, come già avvenuto agli US Open, vale la prima posizione del ranking ATP.
Sono passati 14 anni dall’ultima volta in cui i primi due giocatori del mondo si affrontavano al Country Club nell’ultimo atto. L’anno era il 2012, e Rafael Nadal non lasciò scampo a Novak Djokovic battendolo per 6-3 6-1. Nella fattispecie è davvero passata un’era tennistica, con quella attuale che è letteralmente governata da due uomini che, ogni volta che scendono in campo, dimostrano di essere estremamente vicini l’uno all’altro. Tanto vicini che, compreso questo, negli ultimi 20 tornei con entrambi in tabellone nessun altro è riuscito a vincerli. Sempre loro, solo loro.
Sinner e Alcaraz, oltretutto, arrivano con tempi sul campo estremamente simili (c’è chi dice uguali, ma i numeri in questo caso variano: sono certe le 5 ore e 59 minuti di Jannik, meno quelle del murciano cui alcuni aggiungono un paio di minuti). Ed arrivano anche con percorsi quasi speculari, sebbene qui le differenze si inizino a vedere soprattutto per il livello degli avversari affrontati. Sinner, infatti, è andato salendo ogni volta: dopo Humbert e Machac ha affrontato il numero 6 del seeding, il canadese Felix Auger-Aliassime, e il numero 3, il tedesco Alexander Zverev. Di converso, Alcaraz ha giocato con una sola testa di serie, il kazako Alexander Bublik nei quarti, ma, nei fatti, non ha ancora mai affrontato un top ten a differenza dei due dell’italiano. Il tutto, ovviamente, senza mancare di rispetto a Valentin Vacherot, visto che il monegasco ha realmente giocato a un livello altissimo questa settimana.
Per Alcaraz oggi la questione è di difesa del titolo, per Sinner di aggiungere un altro pezzo di storia al proprio cammino. L’azzurro, peraltro, arriva sulla scia di una prestazione impressionante contro Zverev, di quelle che hanno consigliato l’iberico in termini di impegni e di allenamenti dopo il match con Vacherot. A questo punto parlare di un favorito tra i due semplicemente non ha senso, perché la differenza su tutte le superfici è realmente su ordini minimi e conta molto soprattutto chi arriva come all’appuntamento.
La fiducia che ha Jannik, in particolare, è quella di un giocatore che sembra davvero aver innestato marce altissime dalle parti di casa sua, un fattore spesso rimarcato nelle conferenze stampa. Conta anche, e soprattutto, che fino ad ora in questo torneo la qualità media dei colpi di Sinner sia stata più alta di quella di Alcaraz. Quello odierno sarà il confronto numero 4 sul rosso: comanda lo spagnolo 1-3, ma in tre occasioni su quattro si è andati al set decisivo e due di queste sono state sfide del Roland Garros ancora presenti nella memoria di tanti.
Quello che è noto, nella vulgata popolare, come Sincaraz, arriva per la prima volta in via ufficiale in questo 2026: da una parte c’è uno Slam, dall’altra un Sunshine Double. Non c’è arma dell’uno che non sia sotto la lente d’ingrandimento dell’altro. Alcaraz ha provato in più di un’occasione, attraverso le parole, a entrare quasi nella pelle di Sinner. Che, però, con gli anni si è fatto più furbo nel contrastare anche le piccole, piccolissime cose. Il livello di fiducia che sta mostrando, come detto, è sotto gli occhi di tutti: con questa condizione, ogni traguardo è possibile. E a questo tiene molto, un po’ perché ci sono tante storie da chiudere in un cassetto, un po’ perché avere un trofeo su un luogo che si vede da casa tanto male non è.
Per i numeri, Sinner aspira a diventare il quinto italiano campione di Montecarlo dopo Paolo Girolamo “Mino” Balbi di Robecco, Giovanni Palmieri, Nicola Pietrangeli e Fabio Fognini; Alcaraz, invece, è già il settimo spagnolo dopo Andres Gimeno, Manolo Santana, Manuel Orantes, Sergi Bruguera, Carlos Moya, Juan Carlos Ferrero e Rafael Nadal. Semmai, tenta di inserirsi nell’ampio novero di grandi che sono riusciti a fare almeno il bis.
Da sottolineare, poi, come il fatto che questa finale sia trasmessa in chiaro da TV8 segna il ritorno del torneo che si gioca al Country Club sulle frequenze televisive italiane a un quarto di secolo di distanza dalle ultime occasioni in cui era Telemontecarlo (che poi da noi è diventata La7) a trasmettere l’evento.