Tennis

Jannik Sinner: “Non posso paragonarmi ai Big3. Jodar fa parte di una generazione interessante”

Erik Nicolaysen

Pubblicato

il

Sinner / Lapresse

Jannik Sinner supera piuttosto agevolmente il qualificato danese Elmer Moller e approda agli ottavi di finale del Masters 1000 di Madrid 2026. Il numero uno al mondo si è imposto con il punteggio di 6-2 6-3 sulla terra battuta della Caja Magica, facendo sicuramente meno fatica rispetto al match d’esordio con il francese Benjamin Bonzi (in cui aveva perso il primo set) e restando in corsa per aggiudicarsi il quinto titolo di fila a livello 1000.

Più o meno il campo era lo stesso dei giorni precedenti, ma molto dipende dalla temperatura e dal sole. Oggi faceva un po’ più caldo e quindi la superficie tende a diventare più scivolosa, perché si asciuga prima. A inizio set bagnano la terra e hai più grip, poi cambia. Però stiamo prendendo sempre più confidenza: giorno dopo giorno ti muovi meglio, ti abitui, e oggi le sensazioni erano buone. A Madrid c’è una terra battuta particolare, direi quasi una categoria a sé. Devi capire cosa funziona qui, perché è diverso da altri tornei sul rosso. È questo che cerco di fare, mettermi nelle migliori condizioni per vincere più partite possibili“, dichiara Sinner in conferenza stampa.

Sulla sua incredibile sequenza di 24 vittorie consecutive nei Masters 1000: “Non penso a queste cose. Non posso paragonarmi a nomi come Rafael Nadal, Roger Federer o Novak Djokovic. Loro hanno fatto qualcosa di incredibile, io sono solo all’inizio. Cerco di dare il massimo in ogni partita: se vinco bene, altrimenti so di aver fatto tutto quello che potevo“.

Non do mai nulla per scontato. Cerco sempre di capire cosa funziona nelle diverse condizioni. Indian Wells e Miami, per esempio, sono completamente diversi, e poi arrivi sulla terra con poco tempo per adattarti. Qui a Madrid è ancora diverso. La mia motivazione nasce proprio da questo: capire, migliorare, trovare soluzioni. Non c’è una formula magica, è lavoro quotidiano, in allenamento e in partita. Il mio livello attuale? Posso dire che a Madrid se servi bene hai un grande vantaggio, ma qui è sempre difficile capire se hai giocato bene o no. Tutto va molto veloce normalmente“, prosegue il nativo di San Candido classe 2001.

Sinner ha speso anche delle belle parole per il giovane talento spagnolo Rafael Jodar:È un giocatore molto, molto talentuoso. Colpisce la palla in modo pulito, con una potenza naturale. Si sente dal suono della racchetta. Fa parte di una generazione molto interessante, con tanti ragazzi forti. Mi piace anche la sua mentalità: sembra calmo, umile. Ha un grande futuro davanti“.

Sulla situazione di allerta a Madrid per un virus che ha già causato diversi ritiri dal torneo:Ho sentito di vari ritiri. Io passo poco tempo qui, arrivo prima del match e vado via dopo l’allenamento. Però può succedere: siamo sempre a contatto tra spogliatoi, ristoranti e palestra. Basta poco“.

Non è mancata infine una domanda sul suo grande rivale Carlos Alcaraz, assente almeno fino al termine del Roland Garros per infortunio: “I nostri contatti sono una questione personale, di cui non voglio parlare pubblicamente. Qui in Spagna la sua assenza si sente, come si sentirà al Roland Garros, che è un torneo ancora più prestigioso. Sono cose che accadono e non possiamo farci nulla“.

Exit mobile version