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Golf: il PGA Tour fa tappa a Miami con il Cadillac Championship
Una situazione molto particolare, all’atto della creazione del calendario del PGA Tour per il 2026, si è verificata. Tra le novità annuali, infatti, si è avuta la creazione del Cadillac Championship. Tutto normale, se non fosse che l’evento di scena a Miami è stato direttamente insignito del ruolo di Signature Event. E forse non è nemmeno un caso che si giochi al Trump National Doral, il resort fondato da Alfred Kaskel nel 1962. Questo, da quando l’organizzazione legata al presidente americano l’ha rilevato nel 2012, è stato oggetto di qualsiasi cosa tra rinnovamenti, azioni legali e quant’altro (compreso il futuro G20 a dicembre).
Senza entrare in temi che restano fuori dal golf (ma non troppo, visto che la figura in questione ha il pallino dei green da una vita), si rimarca come questo evento si giochi sul percorso noto come Blue Monster, un par 72 che ha già ospitato il Doral Open dal 1962 al 2006 e poi la versione WGC del Cadillac Championship dal 2007 al 2016. Poi è arrivata la LIV Golf che vi ha posizionato un evento dal 2022 al 2025. In linea generale, il padrone del percorso è stato Tiger Woods, che per nove volte sui suoi tornei vi ha trionfato.
Nel field ci sono sette tra i primi dieci giocatori del mondo, tra cui Scottie Scheffler, che la guida dell’OWGR non la lascia da ormai 154 settimane consecutive delle sue 189 totali. In gara anche Cameron Young, Collin Morikawa, Russell Henley e J.J. Spaun oltre alla “carica inglese” (Justin Rose e Tommy Fleetwood). Non tutti, però, sono sul lato dei favoriti, e anzi tra questi spunta un Hideki Matsuyama che ha mostrato recentemente una valida forma, come si è visto al Masters con il 12° posto.
Il Doral presenta un’iconica diciottesima buca con di fianco un’estesa area d’acqua che può creare ben più di una preoccupazione, si arriva. Lo stesso Tiger Woods lo ha definito uno dei più difficili par 4 da giocare se c’è vento. Ci sarà un montepremi da 20 milioni di dollari complessivi su questo che è uno dei nove percorsi del tour americano in grado di comparire per più di mezzo secolo nel calendario. Come già rimarcato, bisogna fare attenzione perché questo evento, pur se ci sono dei chiari predecessori, è de facto nuovo, creato da zero, e non successore diretto di quelli sopracitati.