MotoGP

Francesco Bagnaia rivela: “Ottime indicazioni sull’aerodinamica, dobbiamo risolvere problemi di elettronica”

Giandomenico Tiseo

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Francesco Bagnaia / IPA Sport

A Jerez non si cercavano solo risposte, ma segnali. E qualcosa, in casa Ducati, sembra essersi mosso davvero. I test di MotoGP sul circuito andaluso hanno restituito un Francesco Bagnaia più fiducioso, pur in un contesto tecnico che resta complesso e in continua evoluzione, soprattutto alla luce dei progressi mostrati da Aprilia in questo avvio di stagione.

Sul tracciato spagnolo, il piemontese ha chiuso ai margini della top-ten, a poco più di sette decimi dal miglior tempo firmato dalla Aprilia di Ai Ogura. Ma il cronometro, in una giornata di test, racconta solo una parte della storia. L’altra parla di sensazioni, direzioni tecniche e margini di crescita.

I test sono quasi sempre molto importanti, soprattutto nella situazione in cui siamo adesso“, ha spiegato Bagnaia a fine giornata. “Abbiamo provato diverse soluzioni di aerodinamica ed un po’ di elettronica. Sono soddisfatto dell’aerodinamica, quindi spero che ce la possano portare il prima possibile. Mi ha dato una bella mano soprattutto nel portare velocità nelle curve senza perdere la linea“.

Un’indicazione chiara: l’aerodinamica sembra aver imboccato la strada giusta. “Non è stato facile migliorare un’aerodinamica come quella della GP24, perché era completa: impennava poco, andava forte sul rettilineo, era molto agile e girava bene“, ha sottolineato. “Però siamo arrivati ad un punto in cui ci siamo un po’ fermati ed abbiamo bisogno di fare un passo avanti. Forse qui abbiamo trovato un equilibrio che può funzionare“.

Diverso il discorso sull’elettronica: “Questa parte invece è un po’ più complicata, perché stiamo girando un po’ in tondo. Però oggi abbiamo fatto una prova che probabilmente ci ha indirizzati verso un miglioramento“. L’obiettivo è migliorare la fase di frenata e inserimento, uno dei punti critici della Desmosedici attuale. “Ora analizzeranno tutto per far sì che a Le Mans ci possa essere qualcosa che mi possa aiutare di più nel fermare la moto ed in inserimento, che rimane la cosa più complicata per me“.

Il riferimento è già proiettato verso il prossimo appuntamento, il GP di Francia. E Bagnaia non nasconde le speranze: “In Ducati si fanno i miracoli, quindi spero che facciano presto. Poi Le Mans secondo me è una pista che si adatta abbastanza bene a questa aerodinamica, quindi spero di non sbagliarmi e che possa arrivare per aiutarci a stare un po’ più avanti“.

Nel box si è lavorato senza sosta anche sulla combinazione di diversi pacchetti aerodinamici, seguendo una filosofia precisa più che una ricerca disordinata. “In realtà si cerca di prendere il meglio da ogni singola cosa“, ha chiarito Pecco, allontanando ogni idea di confusione tecnica. Anche Marc Márquez ha seguito una strada parallela, contribuendo a un confronto interno prezioso.

Resta infine il nodo del consumo della gomma posteriore, uno dei punti deboli di questo inizio stagione. Un aspetto che però a Jerez non ha fornito indicazioni definitive: “Se hai una moto che tendenzialmente gira di più, il consumo delle gomme è meno un problema. Però finché non vai in gara non lo puoi sapere“.

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