Ciclismo
Forature e cambi di bici: quanto hanno perso Pogacar, van der Poel e Ganna alla Parigi-Roubaix. I distacchi esatti
AGGIORNAMENTO ORE 16.25. Il belga Wout van Aert ha vinto la Parigi-Roubaix 2026, battendo lo sloveno Tadej Pogacar in una volata a due al Velodromo. Mathieu van der Poel ha chiuso al quarto posto con un distacco di 15 secondi, terzo posto per il belga Jasper Stuyven a 13”.
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La Parigi-Roubaix 2026 è stata caratterizzata da una serie di forature nella prima parte di corsa e che hanno stravolto tutti i piani del ribattezzato Inferno del Nord, i cui connotati sono mutati in maniera importante quando si era molto lontani dal Velodromo più famoso del mondo. Quando mancavano 120 chilometri dal traguardo, durante il settore in pavé numero 22 (il tre stelle di difficoltà da 2,5 km da Quérénaing a Maing), Tadej Pogacar ha dovuto fare i conti con una foratura alla ruota anteriore.
Il fuoriclasse sloveno è sceso rapidamente dalla propria bicicletta ed è dovuto montare su un mezzo non suo, fornito da un’ammiraglia di servizio. Tadej Pogacar ha pedalato su una bici “neutrale” per tutto il settore numero 22 e per il successivo (tre stelle da 1,6 km tra Maing a Monchaux-sur-Ecaillon), accusando una trentina di secondi di distacco dal gruppo principale
Dopo aver superato la fase più critica, Pogacar si è fermato e ha ricevuto la sua seconda bicicletta da parte dell’ammiraglia della UAE Emirates, rilanciando così l’inseguimento con un ritardo di 35 secondi dalla vetta e rientrando sul gruppetto dei migliori proprio in vista della Foresta di Arenberg, il primo crocevia della terza Classica Monumento della stagione.
Proprio mentre si stava percorrendo il settore simbolo della Parigi-Roubaix, è stato Mathieu van der Poel a fare i conti con un paio di problemi tecnici. L’olandese si trovava in seconda posizione alle spalle del belga Wout van Aert, quando all’improvviso ha forato la ruota anteriore: preso dalla foga, ha cambiato al volo la bicicletta con il compagno di squadra Jasper Philipsen, ma si è trattato di un grossissimo errore.
La bicicletta non era adatta e allora si è dovuto fermare, tornando indietro a piedi. Alle sue spalle l’altro compagno di squadra Tibor Del Grosso è stato lucidissimo: ha preso la bicicletta di van der Poel, ha tolto la ruota al suo mezzo e l’ha montata su quella del capitano. L’olandese è ripartito, ma la sfortuna ci ha visto benissimo e poco dopo ha forato anche la posteriore sulle durissime pietre francesi ed è uscito da Arenberg con due minuti di ritardo.
A quel punto ha iniziato una rimonta furibonda e nel frattempo ha ritrovato anche Filippo Ganna: il piemontese aveva perso trenta secondi ad Arenberg, era rientrato sui migliori con una grande prestazione in stile cronometro, ma a 82 km dall’arrivo ha forato e ha perso un minuto. L’azzurro ha trovato l’intesa con van der Poel e hanno recuperato sensibilmente nei confronti di Pogacar, van Aert, Pedersen e degli altri uomini al comando.