Tennis
Flavio Cobolli sbatte contro la solidità di Zverev e saluta Madrid ai quarti
Per la quarta volta in carriera, e la prima dal 2022, Alexander Zverev va in semifinale al Masters 1000 di Madrid. Per Flavio Cobolli si ferma qui il miglior torneo della carriera, finora, in questa categoria. 6-1 6-4 il punteggio finale a favore del tedesco, che a differenza dei primi tre 1000 della stagione non avrà Jannik Sinner dall’altra parte della rete, ma il belga Alexander Blockx.
Dopo un piuttosto convincente primo game in risposta, Cobolli si trova sempre sotto pressione al servizio e, sul 30-40, commette un doppio fallo (dopo che ce n’era già stato un altro) che lancia subito Zverev sullo 0-2. Flavio, più di testa che di tennis, perde sicurezze e sullo 0-3 si ritrova sotto 0-40, riesce quasi a risalire, ma un nastro sul rovescio aiuta il tedesco che sale sullo 0-4. Ed è il più volte finalista Slam che va vicino allo 0-6, ma qualcosa concede e Cobolli finalmente muove il punteggio anche se la situazione, tra tensione e difficoltà di comprendere le dimensioni del campo, rimane la stesssa. In ogni caso, 1-6 Zverev.
Enormi le difficoltà per l’italiano anche nel primo game del secondo set, ma un po’ il suo non mollare nonostante le tre palle break da fronteggiare, un po’ Zverev che qualcosa continua a regalarlo e l’1-0 arriva. Segnali positivi da parte di Cobolli ce ne sono, e il tedesco dal canto suo rischia sul 30-30 nel quarto game, e poi ancora sul punto che gli offre il 2-2, vinto con un’eccellente difesa. Di qui Zverev riesce a ottenere tre palle break consecutive, ma Flavio gliele annulla tutte, di personalità, una dopo l’altra. I problemi del primo parziale vanno sempre più via, e anche quando c’è qualche problematica per il laziale quella che conta è una qualità di tennis nuova per la serata madrilena. Sul 4-4, però, un dritto appena largo vale la palla break a Zverev, un altro finisce appena lungo e il tedesco serve per il match. Per Flavio non è finita: due gran punti difensivi gli consegnano il 15-40. La prima palla break, però, è quella che spreca di più, con un dritto che per allargare il campo funziona, ma non altrettanto per chiudere. Seguono una prima e un servizio-dritto di Zverev, poi l’ultimo rovescio in rete di Cobolli certifica il risultato in un’ora e 30 minuti.
Fermi restando i 12 ace, di cui 8 nel primo set, da parte di Zverev, di fatto la massima parte delle statistiche (compreso il saldo 11-18 di Cobolli contro 23-19 del tedesco in tema di vincenti-errori gratuiti) è condizionata dal parziale d’apertura, che fa quasi storia a parte per le circostanze dello stesso. Flavio, comunque, può uscire soddisfatto dal torneo: ora ha decisamente le carte in regola per dar fastidio a tanti, tantissimi.