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Carlos Alcaraz svela un obiettivo per il 2026 e non è il numero 1… Dopo la separazione da Ferrero: “Ora ho voce in squadra”

Stefano Villa

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Alcaraz Jean Catuffe / IPA Sport

Carlos Alcaraz è alle prese con un infortunio al polso, che lo ha costretto a ritirarsi dal torneo ATP 500 di Barcellona prima degli ottavi di finale e che lo ha obbligato a rinunciare al Masters 1000 di Madrid. Il problema fisico sembra essere più grave del previsto, tanto da mettere in forte dubbio la sua presenza agli Internazionali d’Italia e anche al Roland Garros, secondo Slam della stagione di cui l’attuale numero 2 del mondo è il campione in carica.

Il fuoriclasse spagnolo, che ha perso lo status di numero 1 del ranking ATP perdendo la finale del Masters 1000 di Montecarlo contro il nostro Jannik Sinner, sta attraversando un momento non semplice dal punto di vista agonistico e la criticità al polso lo obbligherà a un recupero non semplice se vorrà essere protagonista sulla terra rosa di Parigi e nella seconda parte di stagione. Il murciano ha fatto un punto della situazione a Marca: “Non potendo giocare qui a Madrid, le sensazioni sono un po’ diverse. Sto bene, ma potremmo stare meglio“.

Carlos Alcaraz ha individuato chiaramente il proprio obiettivo per questa annata agonistica e non ha a che fare con il tennis: “A golf l’importante è competere contro se stessi. Man mano che vedi che stai migliorando, ti appassiona sempre di più. Mi sono prefissato un obiettivo personale per la fine dell’anno ed è cercare di arrivare a un handicap 5 nel golf, ora sono più o meno a 12“. E in tutto questo c’entra anche Andy Murray: “Devo essere onesto. Se giochiamo uno contro uno, mi distrugge, mi batte alla grande, ma questo è il mio secondo obiettivo a medio termine. Quando avrò un handicap di cinque, lo batterò“.

Negli ultimi mesi si è parlato della separazione dall’allenatore Juan Carlos Ferrero e Alcaraz si è soffermato su come ora si sente all’interno del team: “Ora, più o meno, ho voce in capitolo. Posso dire la mia, posso decidere, posso comunicare ciò di cui ho bisogno e quando devo fermarmi e quando ho bisogno di allenarmi. Ho avuto molti alti e bassi in cui abbiamo dovuto imparare molto. Prima la pressione e il nervosismo mi sopraffacevano. Ora la prendo con molta più naturalezza, con molta più calma, godendomi il campo”.

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