Basket
Basket femminile: Schio-Venezia, 40 minuti per lo scudetto nell’ultima di Giorgia Sottana
Ancora PalaRomare, ancora serie scudetto. Tutto esaurito nell’impianto scledense per la decisiva gara-3 tra Famila Wuber Schio e Umana Reyer Venezia. Non c’è domani: questa domenica vedrà l’assegnazione del tricolore in qualsiasi caso. Scudetto numero 14 contro scudetto numero 3: sono queste le due possibilità che si mostrano all’orizzonte in una notte che è ormai un classico del basket tricolore.
Se Venezia ha messo il piede sull’acceleratore in una gara-1 molto ben affrontata a Schio, il Famila si è ripreso il fattore campo con quel suo piglio che ha fatto sì che gara-2, al Taliercio, non vedesse mai il pubblico veneziano in grado di esaltarsi davvero. A questo punto le chiavi tattiche sono ormai tutte note: la sfida delle piccole, Cubaj su Shepard, e tante altre cose che Dikaioulakos e Mazzon possono tirar fuori dal loro arsenale.
Gara dal significato speciale, però, quella di stasera. Sarà l’ultima, infatti, di Giorgia Sottana, la giocatrice che ha fatto sognare almeno un paio di generazioni. Per lei finora, sul nostro territorio, 8 scudetti, 9 Supercoppe italiane, 12 Coppe Italia (oltre ai due campionati in Turchia), ma ridurla solo ai numeri sarebbe riduttivo. Per lei conta tantissimo anche il resto: quel che ha espresso fuori, nelle interviste, nei libri che ha scritto, nel modo in cui si è sempre spesa per trovare idee nuove, originali, per raccontare il basket e la vita. E anche in questo caso ci si sta limitando davvero a poco.
Era dal 2021 che non si vedeva una serie in grado di chiudersi al meglio delle cinque partite: allora fu la Reyer a imporsi, in un’annata nella quale aveva dominato quasi in lungo e in largo e nella quale il Famila aveva fatto quasi i miracoli per raggiungere gara-5, cui al tempo si arrivava (ora i tempi sono cambiati, vuoi per la Nazionale, vuoi per le questioni legate alla WNBA). Tante le gare-5 con un sapore di thriller fino all’ultimo: si ricorda in particolare il 2015 con Chicca Macchi che, in uno Schio-Ragusa dai tratti storici, segnò uno dei più famosi canestri della storia recente del basket femminile italiano per dare a Schio lo scudetto. Oggi, alla nona volta di Famila e Reyer una contro l’altra, è impossibile trovare segreti. Conta, però, soltanto spingersi verso l’ultimo limite, quello costituito dal cielo.