Atletica
Atletica, Allyson Felix torna in pista con il sogno di Los Angeles 2028
Certe storie non finiscono davvero mai. E quella di Allyson Felix, la regina dell’atletica olimpica, sembra pronta a scrivere un altro capitolo che profuma di leggenda. La velocista statunitense, undici medaglie ai Giochi — sette d’oro — ha deciso di rimettersi le scarpe e tornare in pista. L’obiettivo? Uno solo, gigantesco: Olimpiadi di Los Angeles 2028. Un traguardo che, se raggiunto, la vedrebbe in gara a 42 anni, in casa, davanti al suo pubblico.
Non è un ritorno qualsiasi, ma una chiamata emotiva difficile da ignorare. Felix lo ha raccontato senza filtri in un’intervista a Time: Los Angeles non è solo una città, è il punto di partenza di tutto. “Un ritorno alle origini unico”, lo definisce. Ed è proprio questo richiamo a spingerla oltre ogni logica anagrafica. Ritiratasi nel 2022, dopo una carriera che l’ha consacrata come l’atleta olimpica più decorata della storia dell’atletica, sembrava aver chiuso il cerchio. Invece no: il richiamo della pista è tornato a bussare.
Il percorso, però, è tutto fuorché romantico. Negli Stati Uniti non esistono scorciatoie: per arrivare ai Giochi bisogna passare dalle durissime selezioni nazionali, una giungla competitiva che non guarda in faccia a nessuno. Felix lo sa bene e non si nasconde: a 40 anni — ne avrà qualcuno in più quando tornerà davvero a gareggiare — il corpo non è più quello dei giorni d’oro. Eppure la sfida è proprio questa. Allenamenti da riprogrammare con lo storico coach Bob Kersee, rientro in gara previsto nel 2027, e una gestione centellinata delle apparizioni: niente circuito continuo, ma pochi appuntamenti mirati per arrivare pronta al momento che conta.
Dietro la campionessa, oggi, c’è anche una madre di due figli, una donna che ha già cambiato il modo di raccontare lo sport al femminile. Il suo ultimo acuto olimpico risale a Olimpiadi di Tokyo 2020, quando tornò sul podio dopo la maternità, aggiungendo un altro tassello a una carriera da 18 medaglie mondiali. Ora la posta in gioco è diversa: non si tratta solo di vincere, ma di dimostrare che certi limiti possono essere riscritti. “Perché no?”, si chiede Felix. Una domanda semplice, quasi disarmante. Ma a volte è proprio da lì che nascono le imprese più grandi.