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Anna Gray: “Ci vorrà un anno per tornare ciò che ero. Velasco bravo a far capire ad ognuna il proprio ruolo”

Alessandro Passanti

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Anna Gray / IPA sport

Anna Gray è stata l’ospite dell’ultima puntata di Volley Night, in onda sul canale Youtube di OA Sport. La centrale di Chieri ’76 e della Nazionale si è raccontata a 360 gradi tra un brutto infortunio che la sta tenendo ai box e gli obiettivi prossimi a livello personale e non.

La nativa di Tortona inizia facendo il punto della situazione sul grave infortunio al ginocchio che la sta condizionando:Adesso sto bene, meglio diciamo. Ho passato la fase dell’accettazione e ora sono in quella di recupero. Sono stata operata a Torino ed è andata bene, il ginocchio è stabile e ora devo aspettare e stare ferma. I tempi sono lunghi per un crociato, avendo fatto l’anteriore e il menisco. Ho tolto le stampelle la scorsa settimana, ora sto iniziando a caricare ed a fare qualche squat. Il ritorno? Spero ottobre perchè si andrà tra i 7 ed i 9 mesi. Per tornare com’ero occorrerà un anno invece. Per me è il primo vero infortunio e lo sto affrontando bene, so che cii sono tempistiche e che si deve procedere step dopo step”. 

Dal 2025 per Anna Gray è arrivata anche la chiamata in Nazionale:Non ero mai stata chiamata e mi sentivo una delle più inesperte. Invece il gruppo e l’ambiente sono stati molto accoglienti. Non pensavo ci fosse questa premura per interfacciarsi con una ragazza che andava ad inserirsi in un gruppo decisamente consolidato. Velasco? Guarda se giochi in stagione, come giochi ed i risultati ottenuti. Il gruppo azzurro aiuta veramente tanto. Le ragazze sono una famiglia. Sono tanto unite tra di loro e c’è chi ha un proprio ruolo. Velasco poi è bravo a farglielo capire”. 

Per una centrale, ovviamente, il muro è punto focale del proprio gioco: “Lo vivo molto ad istinto. Questa caratteristica l’ho creata passo dopo passo perché c’è tanto studio dietro. Cerco sempre di capire come gioca l’alzatrice e, di pari passo, è fondamentale capire i momenti della partita. Penso che a livello italiano quello della centrale sia il ruolo più fornito. La fisicità fa la differenza”. 

Il rapporto con le palleggiatrici:Devo dire che per un certo periodo della mia carriera non mi interessava. Io pensavo al muro ed al mio ruolo di sacrificio, non faccio tanti punti ma penso di svolgere un lavoro importante. Venendo a Chieri ho capito l’atteggiamento che dovrebbe avere una palleggiatrice, una figura fissa da cui tutti si basano. Io sono fortunata ad avere al mio fianco Van Aalen. Qual è la più difficile da leggere? Ce ne sono due Ognjenović e Volosz. Aggiungo anche che in allenamento quando ho contro Van Aalen è davvero difficilissima anche per questo – sorride – spero di non affrontarla mai in partita”. 

Oltre al ritorno in campo dopo l’infortunio al ginocchio, quali saranno i sogni di Gray?Intanto inizio con il dire che a livello personale nel 2027 mi sposerò, quindi ovviamente sogno tanto la Nazionale, per me un pensiero fisso. Con il club mi piacere arrivare in finale di Coppa Italia e vincere di nuovo una Coppa europea. Playoff? Sarebbe bella una gara 5 contro Conegliano”. 

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