Tennis
Ambesi: “Per Alcaraz possono volerci 2-3 settimane come 2-3 mesi. Il ritorno a fine estate è un’ipotesi”
Nella puntata odierna di TennisMania relativa all’ATP Masters 1000 di Madrid, andata in onda sul canale YouTube di OA Sport, condotta da Dario Puppo, è intervenuto Massimiliano Ambesi, giornalista di Eurosport, che ha parlato dell’infortunio ravvisato da Carlos Alcaraz a Barcellona, che lo hanno portato al forfait sia a Roma che al Roland Garros.
Le tempistiche dell’annuncio dello spagnolo: “Sono rimasto spiazzato. Per le fonti che avevo, l’ultimo consulto doveva arrivare lunedì. Si tratta di una grande perdita, inutile stare a rimarcarlo. La reale entità del problema non la sa nessuno, se non medici e luminari a cui si sono rivolti. Le notizie che arrivano a me non sono così preoccupanti: si vivrà alla settimana, cercando di capire se ci saranno progressi, ma ci andranno con i piedi di piombo. C’è il problema di un’eventuale ricaduta quando ricomincerà ad allenarsi. Sta tutto nella sincerità dell’atleta, che deve subito segnalare il dolore quando riprende in mano la racchetta“.
Le possibili date di rientro: “Ho letto da più parti, anche da fonti spagnole, di un’assenza che potrebbe protrarsi sino alla fine dell’estate: è un’ipotesi. Ci sono atleti che sono usciti abbastanza bene da questi episodi. Tutti citano Del Potro e Thiem, che invece hanno quasi dovuto interrompere la carriera. Non si è ancora operato perché non si conosce ancora bene l’entità del problema. Per la tendinopatia ci possono volere 2-3 settimane, come 2-3 mesi. L’intervento non è detto che ti risolva il problema completamente. Ti allevia il carico sul tendine, ma c’è chi si è operato e ha dovuto riaffrontare il problema“.
Possibile anche un intervento chirurgico: “Era prevedibile che non giocasse a Roma e Parigi: le notizie trapelate erano realtà. Riguardo a cosa succederà dopo, non può esserci nessun tipo di risposta. La speranza di tutti è che rientri, per mille motivi. Il primo è la bellezze dello sport in sé. L’eventuale ipotesi di intervento verrà presa se la situazione nelle settimane dopo Parigi non migliorerà: a quel punto si sarà di fronte ad una tendinopatia quasi cronica. In caso contrario, si aspetterà che lui si senta bene e non abbia più problemi nel chiudere il polso destro. Lui, non sapendo la reale entità dell’infortunio, continua ad allenarsi senza racchetta, ed è giusto che sia così“.
L’aspetto psicologico della vicenda: “L’unica cosa che bisogna capire è se questa tipologia di infortunio non ha una diagnosi scientifica. Lui fra 3 settimane può stare benissimo, allenarsi e lo vediamo al Queen’s. Se fra 3 settimane avrà ancora dolore, si inizierà a rimandare di settimana in settimana. Questo tipo di infortunio lo devi superare anche mentalmente, altrimenti poi si genera il classico effetto ‘placebo’, cioè quando hai un piccolo dubbio, ti frena“.