Milano Cortina 2026
Svezia dominante nella team sprint femminile delle Olimpiadi. Azzurre staccate
La Svezia, con Jonna Sundling e Maja Dahlqvist, vince la medaglia d’oro della team sprint femminile, quartultima gara dello sci di fondo alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Dominio assoluto del team già dato per ampiamente favorito alla vigilia, mentre l’argento va alla Svizzera con Nadja Kaelin e un’eroica Nadine Faehndrich. Terzo posto, all’ultimo istante, della Germania con Laura Gimmler e Coletta Rydzek, che beffano la Norvegia di Astrid Oeyre Slind e Julie Bjervig Drivenes.
Prime fasi in cui subito Diggins prova a fare il vuoto, già in prima frazione, portandosi dietro Sundling. L’effetto, però, è quello di allungare tantissimo il gruppo già da subito: Ganz riesce all’incirca a reggere in settima posizione fino al primo cambio, poi il gruppo si ricompatta. Ad agitare la gara ci pensa Mackie per il Canada, ma senza andare al di là dello stare davanti senza forzare prima del secondo cambio.
Non passa forse neppure un attimo che Diggins ci riprova: gruppo di nuovo allungato e Sundling di nuovo sulle sue code. Stavolta, però, il canovaccio cambia: a metà percorso, sulla salita, Sundling cerca l’affondo definitivo, prendendo qualche secondo su Diggins e sulle altre prima del cambio con Dahlqvist. Ganz, in questo caso, passa da nona cercando più che altro di non farsi staccare. Dahlqvist mantiene un vantaggio di un paio di secondi restando sola, mentre il gruppo alle sue spalle si ricompatta. Paio di secondi che, in breve, diventano quattro, mentre dietro ci si gioca tutto.
Nella quinta frazione Ganz fa di tutto per tenere il gruppo allungato da Diggins, che però a un certo punto non ce la fa più a forzare e, nel frattempo, viene superata in modo netto dal forcing di Joensuu che cerca di togliere alla Finlandia la necessità di disputare lo sprint per il secondo posto. Per l’Italia niente da fare: Ganz rimane staccata in maniera troppo importante perché de Martin Pinter possa realisticamente recuperare in chiave lotta per le medaglie.
Dahlqvist, però, ha un ultimo ostacolo da respingere: quello di una clamorosa Faehndrich, che riprende e stacca Kahara per andare a prendersi perlomeno l’argento. L’elvetica arriva vicina al miracolo, ma Dahlqvist riesce a tenere e a guadagnare l’oro per la Svezia con 1″4 sulla Svizzera. Quello che non ci si aspetta avviene dietro, con Rydzek che risale e vince lo sprint con Drivenes per dare il bronzo alla Germania e spedire la Norvegia fuori dal podio.
Questo, dunque, l’esito finale: Svezia prima con il tempo di 20’29″99, Svizzera seconda con 1″4 di ritardo, Germania terza a 5″87, Norvegia quarta a 6″01 e USA quiti a 11″54. Sesto posto per il Canada a 19″44, settimo per la Francia a 23″62 mentre l’Italia, con de Martin Pinter che molla una volta capito che non c’è più niente da fare per le medaglie, è ottava a 40″88. Nona la Finlandia (con annessa brutta caduta di Kahara) a 43″38, decima l’Austria a 1’00″96. Completano la classifica, in questo ordine, Polonia, Estonia, Lettonia, Cechia e Cina.