Atletica
Stephen Awuah Baffour lancia la sfida: “Punto al minimo di 10″15 nei 100 e sogno di far parte della staffetta”
Nuovo appuntamento di Sprint Zone, approfondimento condotto da Ferdinando Savarese sul canale Youtube di OA Sport. Ospite uno dei velocisti italiani più interessanti del momento, Stephen Awuah Baffour. Il 22enne sprinter azzurro, da poco arruolato nel Gruppo Sportivo Fiamme Gialle, ha recentemente firmato il suo primato personale di 6”61 nei 60 metri al World Indoor Tour di Belgrado, tempo che al momento gli vale la qualificazione tramite ranking ai Mondiali Indoor di Torun 2026. La situazione però resta aperta: i Campionati Italiani Assoluti di Ancona potrebbero ridefinire i due posti disponibili per l’Italia nei 60 metri.
Nato ai Castelli Romani da genitori ghanesi, Stephen si è trasferito in Inghilterra a 12 anni per motivi di studio. Il padre lo immaginava calciatore, ma la sua velocità naturale lo ha portato verso l’atletica leggera, dove è esploso definitivamente nel 2024 con il titolo italiano Promesse nei 100 e 200 metri.
Il 2025 è stato l’anno della consacrazione internazionale con la doppia partecipazione in nazionale assoluta agli Europei Indoor di Apeldoorn e ai Mondiali Indoor di Nanchino, oltre alla presenza alle World Relays in Cina, dove ha corso nella innovativa 4×100 mista. Ora lo attende un 2026 da protagonista tra 60 metri indoor e stagione all’aperto.
“Gli Assoluti saranno molto emozionanti, una sorta di trials“, le prime parole dell’atleta nostrano. Parlando degli inizi e del trasferimento in terra inglese: “Siamo andati in Inghilterra principalmente per lo studio. I miei genitori volevano una scuola migliore e avevamo già dei cugini lì. Ci hanno detto che il sistema scolastico era migliore e così abbiamo deciso di trasferirci. A Essex siamo stati circa due anni, poi tre mesi in Scozia, ma faceva troppo freddo e anche l’inglese era difficile da capire per via del dialetto. Così ci siamo spostati a Coventry, dove siamo dal 2016“.
Prima dell’atletica però c’è stato il calcio: “Giocavo a calcio. Ho continuato anche in Inghilterra, ma a Coventry ho smesso. Il professore di educazione fisica mi disse di provare a fare atletica per la mia velocità. Ho fatto una gara scolastica, l’ho vinta e lì ho incontrato il mio attuale allenatore (Ronnie Williams, ndr). Mi ha proposto di unirmi al suo gruppo. Mio padre inizialmente era scettico, perché voleva che diventassi un giocatore di calcio. Da piccolo tutti gli dicevano di farmi fare atletica perché ero veloce, ma lui non voleva sentire ragioni. Poi però il coach lo ha convinto. Iniziai ad allenarmi tre mesi prima dei campionati scolastici. Miglioravo gara dopo gara. Avevo iniziato con i 200 metri, correvo intorno ai 23”50, poi ai campionati scolastici ho fatto 22”80 e ho vinto il bronzo. Da lì mio padre capì che avevo fatto la scelta giusta“.
22 anni a novembre, il primo grande risultato stata la vittoria ai Campionati Italiani Promesse 2024 sui 100 metri: “E’ stato il mio primo successo in un campionato. Prima arrivavo sempre secondo o terzo, quindi è stata una grande soddisfazione. In Inghilterra, poi, ho vinto anche una medaglia ai Campionati Assoluti indoor sui 200 metri: il mio primo podio assoluto a livello nazionale“.
Sugli allenamenti e sull’entrata nel gruppo sportivo delle Fiamme Gialle: “Mi alleno sempre col mio primo coach, mi segue da anni e mi tratta come un figlio. Sono entrato da poco nelle Fiamme Gialle, mio padre era felicissimo. Non sapeva nulla: il giorno della firma ho fatto una videochiamata a mia madre e quando mi ha visto con la divisa si è emozionata tantissimo“.
Sulla preparazione: “Cerco di non esagerare con la palestra. Se ne faccio troppa, metto su troppa massa e poi faccio fatica a correre. Faccio pesi solo una volta a settimana. Il resto è pista, addominali, piscina e sauna. Mi alleno quattro giorni a settimana: lunedì pista; martedì pista e pesi; mercoledì riposo; giovedì pista e addominali; venerdì riposo; sabato pista; domenica riposo“.
Baffour si è concentrato poi su quelle che sono le sue distanze: “I 60 metri sono troppo corti per me. Non parto fortissimo, ma ho un buon lanciato. Nei 60 arrivo alla massima velocità quando la gara è quasi finita. Prima ero più forte nei 200, ma col tempo i miei 100 sono migliorati molto, mentre i 200 sono rimasti indietro. Con i tempi che faccio sui 100 dovrei correre almeno in 20”30–20”40, invece ho 20”71. Al momento mi trovo meglio nei 100“.
Venendo agli obiettivi, l’azzurro si gioca la qualificazione ai Mondiali e parlando della squalifica per falsa partenza nella gara di Belgrado in finale: “C’era un po’ di rivalità con un atleta irlandese. Ci eravamo detti che ci saremmo battuti a vicenda. Volevo vincere a tutti i costi e sono stato troppo impulsivo in partenza. Quello, insieme alla tensione per le continue false partenze, mi ha portato all’errore. Però sono in grande forma. Ho fatto 6”62 a Lione e 6”61 a Belgrado: penso di poter fare anche meglio“.
E in vista della stagione outdoor: “Uno dei miei obiettivi principali è fare il minimo per gli Europei, che è 10”15. Voglio correre sia i 100 che i 200 e far parte della staffetta italiana“.