Milano Cortina 2026

Skeleton, Heraskevych annuncia il ricorso al TAS: “Vedo grande incongruenza nelle decisioni”

Fabrizio Testa

Pubblicato

il

Vladylsav Heraskevych / LaPresse

Vladylsav Heraskevych annuncia il ricorso al TAS. Una giornata certamente non semplice per l’ucraino impegnato nello skeleton, escluso dalla propria gara a causa dell’immagine grafica del proprio casco, ritraente 21 colleghi connazionali uccisi in guerra durante l’invasione della Russia, cominciata ormai quasi quattro anni fa.

Secondo il Comitato Olimpico Internazionale, l’atleta avrebbe violato la regola 50 della Carta Olimpica che proibisce “Ogni tipo di manifestazione politica, religiosa o razziale”. La notizia come sappiamo è stata diffusa nella mattina di oggi, giovedì 12 febbraio, a seguito di un incontro con la Presidente del CIO Kirsty Coventry. 

Il fatto, come prevedibile, si è trasformato subito in un caso mediatico, diplomatico e politico, complice le spigolosità del tema trattato. L’ucraino, che aveva già sfoggiato il casco durante le prove, sostiene di aver rispettato la norma contestata, limitandosi a ricordare nella raffigurazione soltanto gli atleti uccisi, senza alcun messaggio politico. Da quanto emerso, sembra che il Comitato Olimpico Internazionale avrebbe chiesto all’atleta di sostituire il casco, suggerendogli di indossare una fascia nera al braccio in segno di lutto. Il diretto interessato non avrebbe però accettato il “compromesso”. 

Il CIO ha spiegato le sue ragioni in una nota: “Nonostante i numerosi scambi e incontri di persona tra il CIO e il signor Heraskevych, l’ultimo dei quali questa mattina con la presidente del Cio Kirsty Coventry – si legge nelle parole raccolte da ANSA – questi non ha preso in considerazione alcuna forma di compromesso. (il CIO) era molto interessato che Heraskevych gareggiasse. Per questo motivo, si è incontrato con lui per trovare il modo più rispettoso per esprimere il suo desiderio di ricordare i suoi colleghi atleti che hanno perso la vita a seguito dell’invasione russa. L’essenza del caso non sta nel messaggio, ma nel modo in cui intendeva esprimerlo. (L’atleta) ha potuto esporre il suo casco in tutte le prove di allenamento. Il CIO gli ha anche offerto la possibilità di esporlo subito dopo la gara, durante il passaggio nella zona mista”. 

Successivamente ha parlato di quanto successo anche la stessa Coventry: “Purtroppo non siamo riusciti a trovare una soluzione. Avrei voluto davvero vederlo gareggiare oggi. È stata una mattinata commovente. Lui è un atleta, non gli stavo parlando in quella stanza come Presidente, gli stavo parlando come atleta. Abbiamo regole per cercare di essere equi, e anche per permettere agli atleti di esprimersi ma anche di essere al sicuro“.

Ma Vladylsav Heraskevych adesso promette battaglia: “Credo che dobbiamo continuare a lottare per i nostri diritti. Ho detto fin dal primo giorno che non sono d’accordo con ciò che il CIO ci dice, quindi probabilmente presenteremo un ricorso al TAS e difenderemo i nostri diritti. Altri atleti si stavano già esprimendo, e non hanno dovuto affrontare le stesse cose. Quindi, all’improvviso, solo un atleta ucraino in queste Olimpiadi verrà squalificato per questo casco, che non viola alcuna regola“.

Come riportato da ANSA, l’ucraino ha detto di sentire”una specie di vuoto”, invitando i media ad assistere al suo ultimo allenamento “Per onorare gli atleti ritratti con questo casco“. “Credoha poi continuatoche non abbiamo violato alcuna regola. Vedo grandi incongruenze nelle decisioni, nella formulazione, nelle conferenze stampa del CIO, credo che il problema più grande sia proprio l’incoerenza. Credo fermamente nell’ISBF e il CIO sa che non sto violando alcuna regola. Di certo non avrò il mio momento a queste Olimpiadi, nonostante abbiamo ottenuto ottimi risultati nelle prove di allenamento. Credo davvero che avrei potuto essere tra i medagliati oggi e domani, ma non potrò gareggiare“.

Exit mobile version