Rugby

Rugby, Sei Nazioni: Quesada “Abbiamo funzionato come squadra per 80 minuti”

Duccio Fumero

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Menoncello / LaPresse

Una vittoria eroica, arrivata dopo 80 minuti di battaglia vera sotto il diluvio di Roma, e conquistata con una difesa che nel finale impedisce alla Scozia di concludere una rimonta che avrebbe avuto il sapore della beffa. Gonzalo Quesada si gode il successo ma non nasconde le difficoltà di una gara durissima, esaltando soprattutto i momenti in cui l’Italia ha espresso il piano preparato: “Ogni minuto della partita dove abbiamo funzionato come squadra, che era l’obiettivo di oggi, mi è piaciuto. Il primo tempo, senza acqua, con i lanci di gioco preparati ed eseguiti come volevamo: due mete nate proprio da quelle situazioni”.

Il ct argentino ha però sottolineato con franchezza anche ciò che non ha funzionato, puntando il dito su disciplina e gestione di alcuni episodi, con un chiaro riferimento alla direzione di gara: “Abbiamo avuto un vero problema di disciplina, a volte per colpa nostra, ma credo anche che l’arbitro sia stato molto, molto duro con noi. Tante palle erano 50 e 50 a terra e sono state recuperate da loro. Sono queste piccole situazioni che hanno lasciato la Scozia dentro la partita. Io credo che l’abbiamo vinta dall’inizio alla fine, ma i nostri falli e quei palloni hanno permesso a loro di uscire dal loro campo e venire nel nostro”. Poi l’elogio finale: “Carattere eccellente, gestione della partita eccellente e tanta maturità. Sull’ultima palla dovevamo fare tutto tranne concedere un calcio: l’arbitro aveva già dato tre calci consecutivi duri e i ragazzi sono corsi indietro per non dare la minima opportunità di fischiare. Anche questa è qualità per costruire le vittorie”.

Orgoglioso e quasi emozionato capitan Michele Lamaro: “È stata una giornata pazzesca, i ragazzi hanno dato tutto in campo e questo è sempre quello che si può chiedere. Giocavamo tanto contro noi stessi, contro la nostra consistenza e la nostra voglia: bisognava metterle per 80 minuti e per gran parte della partita ci siamo riusciti. Ci sono stati momenti difficili, ovviamente, ma non posso essere più orgoglioso di così”. Decisivo, secondo il flanker, l’approccio: “L’abbiamo vinta nella precisione dell’esecuzione. I primi 20 minuti sono stati cruciali: andare avanti 12-0 quando il campo era ancora asciutto è stato fondamentale, perché dopo segnare è diventato molto più difficile. Volevamo iniziare forte, travolgerli con il nostro gioco, e ci siamo riusciti”.

Sulla stessa linea Simone Ferrari, pilone e man of the match, simbolo del lavoro oscuro in mischia: “Abbiamo vinto grazie al lavoro di tutti. Preparare questa partita è stato durissimo e sapevamo quanto fosse importante partire col piede giusto, perché storicamente le prime gare per noi sono sempre complicate. Oggi è stata veramente una squadra: nessun singolo, tutti al servizio del gruppo. Temavamo i primi 15 minuti della Scozia, sono partiti marcando, ma poi le nostre due mete hanno ribaltato la partita”. Una fotografia perfetta di un’Italia concreta, solidale e capace di soffrire insieme fino all’ultimo secondo.

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