Rugby

Rugby, Sei Nazioni: l’Inghilterra annichilisce un Galles allo sbando

Duccio Fumero

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Arundell / IPA Agency

Si è chiusa la prima giornata del Guinness Sei Nazioni 2026 e a Twickenham non c’è partita tra l’Inghilterra e il Galles. I padroni di casa dominano fin dal fischio d’inizio e chiudono virtualmente i giochi già nel primo tempo, con i gallesi che tra falli ed errori hanno giocato un match allo sbando.

Avvio travolgente dell’Inghilterra, che nei primi 20 minuti mette subito alle corde il Galles. Dopo appena un giro d’orologio Ben Earl buca la linea difensiva gallese dando il segnale dell’assalto, e al 2’ George Ford inaugura il tabellino dalla piazzola per il 3-0. Il dominio inglese prende forma al 7’: ancora Ford ispira con mani educatissime, la difesa si apre e Henry Arundell sfreccia nel varco per la meta, poi trasformata dallo stesso numero 10 per il 10-0. Il Galles perde progressivamente disciplina e lucidità: al 16’ Nicky Smith finisce sul sin bin, imitato un minuto dopo da Dewi Lake, lasciando gli ospiti in doppia inferiorità. L’Inghilterra ne approfitta immediatamente: al 17’ Ford disegna un calcio perfetto che Arundell trasforma nella sua seconda meta personale, anche se questa volta la trasformazione sfila a destra dei pali. Dopo 20 minuti è 15-0 e partita già indirizzata.

Dal 20’ al 40’ continua il monologo inglese, fatto di ritmo alto, mani veloci e spazi attaccati con lucidità. Al 23’ l’azione che spezza definitivamente l’equilibrio: movimento corale dell’Inghilterra, difesa gallese allargata e l’assist perfetto di Freddie Steward che libera Ben Earl per la meta; George Ford è impeccabile dalla piazzola e porta il punteggio sul 22-0. Il Galles prova a rallentare il gioco e a riorganizzarsi, ma la pressione inglese è continua e soffoca ogni tentativo di risalita. Al 35’ arriva un’altra giocata di qualità: Fraser Dingwall trova il varco con una serpentina nello stretto, attira la difesa e serve l’ultimo pallone per Henry Arundell, che chiude alla bandierina dopo una sequenza di passaggi rapidi e precisi. Ford centra ancora i pali e allunga sul 29-0, certificando un primo tempo a senso unico, con l’Inghilterra padrona del campo e del ritmo.

Nei primi venti minuti della ripresa l’Inghilterra riparte con la stessa ferocia del primo tempo e al 44’ colpisce subito: azione incantevole in continuità, break devastante di Tom Roebuck con la difesa gallese che si apre, e finalizzazione dello stesso trequarti dopo mani velocissime al largo; George Ford trasforma per il 36-0. Il Galles prova a reagire al 47’ con lo strappo potente di Aaron Wainwright che ridà avanzamento ai suoi, ma l’inerzia cambia davvero attorno al 50’: entra Maro Itoje e pochi istanti dopo la seconda linea inglese si vede sventolare un cartellino giallo, lasciando i padroni di casa in inferiorità. I Dragoni ne approfittano immediatamente: al 51’ Josh Adams trova una corsa profonda oltre la linea del vantaggio, servito da un calcetto millimetrico, e va a schiacciare; Dan Edwards aggiunge la trasformazione per il 36-7. Il Galles prende fiducia e al 55’ è Louis Rees-Zammit a incendiare il campo con un’altra accelerazione bruciante che mette sotto pressione la retroguardia inglese, riaprendo almeno sul piano del ritmo una fase che sembrava già segnata.

Nel cuore degli ultimi venti minuti l’Inghilterra dilaga e trasforma il finale in un monologo: al 63’ Ben Earl squarcia la linea gallese con una corsa potente, imitato un minuto dopo da George Ford, lucidissimo nell’attaccare il varco centrale. Il Galles perde disciplina e uomini: al 64’ Ben Thomas finisce nel sin bin, e al 66’ il crollo diventa totale, con Tommy Freeman ancora a sfondare e un nuovo break di Ford che costringe Taine Plumtree al fallo da ultimo uomo. L’arbitro non ha dubbi: giallo e meta di penalità, perché la marcatura inglese era ormai certa, e punteggio che scappa sul 43-7. Nonostante l’inferiorità numerica, i Dragoni provano a resistere, ma al 73’ è ancora Freeman a punire un buco difensivo con una corsa devastante. Al 75’ anche l’Inghilterra resta in quattordici per il giallo a Tom Curry, ma il copione non cambia: al 79’ un’azione ubriacante avviata da Ben Spencer manda fuori giri la difesa, Freeman completa la sua serata da incorniciare e chiude i conti sul definitivo 48-7, suggellando un finale a senso unico.

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