Formula 1
Rapporto di compressione F1: Ferrari a rischio, la FIA pronta a nuove regole motoristiche
La settimana entrante si profila come un passaggio cruciale nel sottobosco tecnico e politico della Formula 1. Secondo quanto riportato da The-Race.com, la FIA ha inserito in agenda due riunioni chiave che potrebbero incidere sugli equilibri tra i motoristi. Lunedì è previsto il secondo confronto tra la Federazione e gli esperti tecnici, con l’obiettivo di definire un quadro condiviso per i test sul rapporto di compressione a motore caldo. Giovedì, invece, sarà il turno del Power Unit Advisory Committee (PUAC), il tavolo dove – almeno sulla carta – la controversia verrà affrontata apertamente per stabilire quali passi intraprendere.
Al momento non sono previste modifiche regolamentari a breve termine, ma è evidente come la FIA stia cercando di costruire un consenso attorno a un metodo di misurazione che oggi divide. Le indiscrezioni raccolte dalla testata britannica parlano di quattro motoristi sostanzialmente allineati, anche se non tutti gli aspetti del nuovo sistema avrebbero ottenuto un sostegno unanime. Considerando che i fornitori di power unit impegnati in F1 sono cinque (Mercedes, Ferrari, Red Bull, Honda e Audi), lo scenario lascia spazio a più di una lettura.
È plausibile immaginare Ferrari, Honda e Audi come un fronte compatto, mentre Red Bull, inizialmente su una posizione di prudente neutralità, potrebbe aver rivisto il proprio orientamento per evitare l’isolamento. In questo contesto, la Rossa emerge come uno dei team potenzialmente più esposti: qualora la soluzione legata al rapporto di compressione venisse davvero avallata dalla FIA, Maranello rischierebbe di rientrare tra i costruttori penalizzati sul piano prestazionale.
Di segno opposto la posizione di Mercedes, che difficilmente appoggerebbe qualsiasi modifica capace di mettere in discussione la propria competitività. Resta inoltre da capire se, con l’avvio della stagione, i team decideranno di alzare il livello dello scontro, arrivando a presentare un reclamo formale per ottenere chiarimenti sulla piena legalità dell’attuale situazione. Un’eventualità che confermerebbe come la partita sul rapporto di compressione non sia solo tecnica, ma profondamente politica, e destinata a lasciare strascichi.