Milano Cortina 2026
Quale futuro per la danza in Italia senza Guignard/Fabbri? Due giovani in arrivo, ma crescita rallentata
Ieri sera abbiamo assistito ad una delle ultime “last dance” di Charléne Guignard-Marco Fabbri. I veterani del pattinaggio di figura hanno chiuso al quarto posto la gara della danza alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, giungendo quasi al termine di una carriera semplicemente meravigliosa, costellata di innumerevoli piazzamenti sul podio nelle tappe di Grand Prix oltre che tante medaglie a livello europeo, mondiale e, in ultimo, olimpico, considerando il meritato bronzo ottenuto nel Team Event proprio nella rassegna a cinque cerchi in fase di svolgimento all’Unipol Forum di Assago.
E con la partecipazione ai Campionati Mondiali di Praga ancora in forse, è già tempo di pensare a chi potrebbe raccogliere l’eredità degli atleti di Barbara Fusar Poli. In tal senso è opportuno rimarcare quanto il cammino dei due azzurri sia stato caratterizzato da un approccio “all’antica”, con una lenta quando continua scalata dalle posizioni più basse della classifica fino al vertice, seguendo in un primo momento il “traino” di una coppia più esperta e titolata.
Ecco, quest’ultimo sarà un aspetto che mancherà. Per la prima volta da ventisei anni a questa parte, l’Italia della danza dovrà giocoforza fare a meno di una catena continuativa che ha contribuito ai risultati prima di Barbara Fusar Poli-Maurizio Margaglio, poi di Federica Faiella-Massimo Scali, quindi di Anna Cappellini-Luca Lanotte e infine appunto di Charlène Guignard-Marco Fabbri.
Per una serie di concatenazioni, la “gavetta” del prossimo team destinato a diventare leader del movimento nostrano dovrà seguire una traiettoria diversa, più “isolata” e forse anche più lenta. Ma quali sono i binomi che potrebbero essere potenzialmente coinvolti, in attesa di capire il destino della seconda coppia italiana in ordine gerarchico formata da Victoria Manni-Carlo Roethlisberger?
Ad oggi quello con più potenzialità è rappresentato da Noemi Tali-Noah Lafornara, l’anno scorso dominanti in campo Junior, dove hanno vinto Finali Grand Prix oltre che Mondiali, ma artefici di una prima stagione nella massima categoria singhiozzante, complice anche un infortunio patito prima del Lombardia Trophy.
Il primo vero banco di prova per loro sarà quindi l’annata sportiva 2026-2027, dove potranno fare la tara sul loro rendimento accogliendo feedback ed indicazioni ad ampio spettro. Da considerare anche un’altra coppia cresciuta molto nell’ultimo periodo, Giulia Isabella Paolino-Andrea Tuba, a settembre impegnati nel primo impegno di prima fascia, le qualificazioni olimpiche di Pechino, sfoggiando un rendimento discreto. E’ invece da poco terminata la collaborazione di un altro team, quello stanziato all’Accademia di Montreal e formato da Leia Dozzi e Pietro Papetti, con alle spalle una rilevante esperienza internazionale. Al momento il cavaliere è rientrato in Italia, alla ricerca di una partner di livello.
Quel che certo è che servirà tempo, forse tanto tempo, per vedere un’altra coppia di danza italiana di nuovo in cima alle classifiche nelle gare che contano. Toccherà, quindi, armarsi di pazienza ed abituarsi ad uno scenario per tanti appassionati quasi inedito.