Tennis
Puppo: “Alcaraz è uno squalo, a Sinner non viene naturale farsi sentire: ha un animo da Federer”
Carlos Alcaraz si aggiudica gli Australian Open 2026 superando nell’atto conclusivo Novak Djokovic con il punteggio di 2-6 6-2 6-3 7-5 in 3 ore e 5 minuti di gioco. Lo spagnolo ha centrato il suo settimo titolo in un torneo Major e, non ultimo, ha già completato a 22 anni il “Career Slam”, ovvero vincere tutti e 4 i tornei più importanti del mondo.
Di questo e molto altro si è parlato nel corso di Tennismania, in onda sul canale Youtube di OA Sport. Dario Puppo, conduttore del programma e giornalista di Eurosport, inizia la sua analisi da un punto ben preciso: “L’epilogo degli Australian Open è stato quello che appariva inevitabile, anche se si può dire che lo spagnolo l’abbia scampata bella in semifinale. Le tre ultime giornate degli Australian Open con tutti i big e le big arrivate in fondo sono state bellissime, con due finali di alto livello”.
Lo spagnolo ha centrato il trionfo sul cemento della Rod Laver Arena ma, come ammette Dario Puppo, non ha proposto la migliore versione possibile: “Alcaraz non l’ho visto incredibile come accaduto agli US Open. Sicuramente ha giocato ad un ottimo livello, ma lasciando qualche possibilità qua e là. Ha affrontato una situazione non facile contro Zverev e ne è uscito bene. Anche per questo ha dimostrato maturità, ma quello che più mi impressiona è che, appena ha l’occasione, ne approfitta. Come uno squalo. Se vede una goccia di sangue anche minima è spietato. Sinner invece quando capisce che deve farsi sentire lo fa, ma non gli viene naturale. Alcaraz voleva vincere questo Australian Open con tutte le sue forze, anche dopo l’addio al tecnico Ferrero. Vedremo ora come ripartirà, potrebbe anche rivincere Indian Wells e Miami”.
La finale, secondo Dario Puppo, ha visto un momento particolare: “Devo essere sincero, mi sono ritrovato un po’ a tifare Djokovic, ma solo per la partita in sé, poi vedendo anche Nadal sugli spalti le sensazioni erano davvero intense. Bisogna cercare di capire una cosa, ovvero se qualcosa hanno concesso Sinner e Alcaraz agli altri oppure in questo specifico torneo Nole si è avvicinato avendolo vinto 10 volte”.
Si torna a parlare di Jannik Sinner: “L’altoatesino, come ha detto Cahill, non era al 100% prima del match con Darderi e dopo il ko con Djokovic l’ho visto un po’ assente in conferenza. Qualcuno ha detto torneo deludente per lui? Gli possono capitare match meno brillanti, ma per quello che fa vedere si capisce che può perdere solo contro Alcaraz o un Nole a livelli stellari”.
Si passa poi a confrontare i protagonisti odierni con i più grandi dell’ultima era del tennis: “Per me Alcaraz ha affinità con il gioco di Federer con la sua capacità di risolvere con tante soluzioni il punto ma la sua mentalità me lo fa assomigliare molto di più a Djokovic. In poche parole una bestia che ti prende tutto quello che ti può prendere perchè rifiuta la sconfitta e si aggrappa a tutto. Come Nadal sa ribaltare un punto anche solo con un colpo. Sinner invece ha un animo da dominatore gentile come Federer anche se mi sembra, come Djokovic, un giocatore un po’ più costruito”.
Dopo gli Australian Open quali scenari si potranno aprire? “Credo che sia difficile che Alcaraz possa ricrearsi subito motivazioni clamorose. Invece, magari, inizierà a pensare di fare il Grande Slam e si concentrerà al massimo. Per come ho sempre pensato al tennis di Sinner credo che Jannik abbia avuto momenti di dominio assoluto come nella stagione indoor. Lo spagnolo invece non l’ha ancora fatto sul lungo periodo. Vediamo ora se ci riuscirà. La maggior parte delle partite di Sinner lo vedono in un modo ben preciso, l’ultima volta che è stato schiacciato è nelle ATP Finals del 2023 da Djokovic, per il resto stop”.
Un protagonista del torneo di Melbourne, suo malgrado, è stato Lorenzo Musetti: “Come ha annunciato in un post rinuncia ai tornei di Buenos Aires e Rio de Janeiro. Due appuntamenti che creavano un cuscino di punti per la vera stagione sulla terra”.
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