Milano Cortina 2026
Pattinaggio di figura, oggi la free dance: Guignard-Fabbri per lasciare il segno, lotta apertissima per l’oro
Senza paura, senza pressioni, con nulla da perdere, con tutto da guadagnare. A casa propria. A prescindere dal risultato finale, quella di oggi sarà senza ombra di dubbio una giornata speciale per Charléne Guignard-Marco Fabbri, pronti ad affrontare la free dance di pattinaggio di figura alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, quasi un ultimo ballo da vivere tutto d’un fiato.
Non è infatti un mistero che i veterani del movimento siano prossimi a chiudere una carriera lunga, strabiliante e “all’antica”, fatta di gavetta, di cuore, sudore e di una scalata dalle posizioni più basse fino all’Olimpo, raggiunto con una più che meritata medaglia di bronzo nella gara a squadre, coronamento di un percorso e di un quadriennio in cui l’ambizione era anche quella di accaparrarsi un metallo nella prova di specialità, salvo poi fare i conti con agenti esterni, vedi dirompente comeback di Guillaume Cizeron in coppia con la nuova partner Laurence Fournier Beaudry e le controverse valutazioni che hanno spinto a più non posso i britannici Lilah Fear-Lewis Gibson.
Non possiamo girarci troppo intorno: le possibilità di agguantare una posizione sul podio sono flebili, anche se non tutte le porte sono del tutto chiuse: attualmente gli allievi di Barbara Fusar Poli si trovano al quinto posto, con praticamente due punti di differenza rispetto al gradino più basso occupato da Piper Gilles-Paul Poirier (84.28 contro 86.18). In mezzo ci sono però appunto i già citati Lilah Fear-Lewis Gibson, quarti (85.47).
In virtù dell’ordine di discesa in pista, gli azzurri scenderanno sul ghiaccio per primi rispetto ai due binomi avversari. E potranno concedersi il lusso di pattinare un programma senza troppi pensieri, con il solo obiettivo di raccogliere quanto più possibile in termini di livelli e GOE e di lasciare il segno sul ghiaccio meneghino sulle note del capolavoro “Diamanti” cantato da Giorgia. Se tutto andrà per il verso giusto, la pressione in Arena si alzerà, e i diretti avversari la sentiranno sulle gambe: in un contesto olimpico – che è diverso da qualsiasi altro – l’errore è sempre dietro l’angolo, non sono escluse sorprese.
La lotta all’oro riguarda invece soltanto due coppie. Fournier Beaudry-Cizeron sono avanti di un’incollatura rispetto a Madison Chock-Evan Bates, e ci sono serie ragioni per poter pensare che in transalpini possano mettersi il metallo più pregiato al collo, considerando l’ottima presa che ha sempre avuto il loro programma libero e gli scontri diretti nel segmento tra due.
Ma non sono eccessivamente inferiori gli statunitensi, forse più didascalici e meno concettuali rispetto ai transalpini, ma con tutte le carte in regola per fare lo sgambetto. Entrando nel campo delle ipotesi, si potrebbe palesare una situazione simile a quella di Pyeonchang 2018 nella battaglia che coinvolse Tessa Virtue e Scott Moir, poi trionfatori di un nulla proprio su Cizeron (al tempo insieme all’oggi nemica Gabriella Papadakis) in una free dance in cui i due binomi furono giudicati in modo speculare dal pannello tecnico, il quale lasciò indirettamente il destino in mano ai giudici.
Chi la spunterà? I dettagli faranno la differenza. Ma al termine, per quanto visto in questi giorni e in tutto il corso di questa annata sportiva e non urgerà una riflessione su tutto il mondo della danza, arrivato ad una situazione strutturale non più accettabile e forse neanche più degna di un palcoscenico prestigioso come quello olimpico.