Milano Cortina 2026
Olimpiadi 2026, le pagelle dell’Italia: Fontana tra le leggende massime; D’Antonio incline all’uscita, Trocker ha stoffa
PAGELLE ITALIA OLIMPIADI (martedì 10 febbraio)
Caterina Ganz (sci di fondo), 6,5: disputa una delle migliori gare della carriera e non va distante da un clamoroso accesso in finale nella sprint a tecnica classica. Brava, ha provato a superare i propri limiti.
Federica Cassol (sci di fondo), 6,5: approda in semifinale con autorevolezza, poi finisce la benzina. Rappresenta una grande speranza azzurra per le sprint nei prossimi anni, a patto che progredisca nella resistenza al susseguirsi ravvicinato dei turni.
Nicole Monsorno (sci di fondo), 6: brilla con la sesta posizione in qualificazione, poi si ferma subito ai quarti nella fase decisiva.
Iris De Martin Pinter (sci di fondo), 6: l’obiettivo primario era entrare tra le prime 30, ma anche la semifinale non era così distante. Ragazza del 2004 con grande personalità e che sta crescendo in maniera esponenziale. Ne sentiremo parlare.
Elia Barp (sci di fondo), 5,5: è l’azzurro che ha convinto meno oggi nella sprint a tc. Si è qualificato col brivido e non è successivamente mai stato in corsa per avanzare in semifinale. Eppure i tecnici sembrano avere una fiducia cieca nei suoi confronti: dato che verrà tenuto a riposo per la 10 km tl con partenza ad intervalli, appare pressoché certo che verrà schierato insieme a Federico Pellegrino nella team-sprint a tl. Speriamo che abbiano ragione.
Simone Daprà (sci di fondo), 7: dimostra di aver meritato la convocazione. Inizialmente non sarebbe dovuto esserci, ma in extremis l’Italia ha ricevuto una quota di partecipazione aggiuntiva grazie alla rinuncia dell’Irlanda. In carriera non aveva mai superato i quarti di finale in una sprint in alternato. Ha disputato una gara gagliarda, volenterosa, aggressiva, gettando il cuore oltre l’ostacolo. Se Martino Carollo non darà risposte convincenti nella 10 km a tl, attenzione che Daprà potrebbe entrare in gioco anche per il discorso staffetta.
Simone Mocellini (sci di fondo), 6,5: era molto atteso, sapeva di poter far bene su questa pista. A lungo ha fatto addirittura sognare. Prima il 17° posto in qualificazione nonostante la rottura di un bastoncino, poi la batteria dei quarti di finale vinta con autorità. In semifinale sono però venute a mancare completamente le energie.
Federico Pellegrino (sci di fondo), 6,5: si batte come un leone, ma il suo tempo non è sufficiente per il ripescaggio in finale, dunque conclude al 7° posto complessivo. La sensazione è che la sua forma sia buona, ma non straordinaria. Speriamo che abbia ancora una cartuccia buona in vista della team-sprint a tecnica libera.
Sofia Goggia (sci alpino), 5: ha approcciato la gara senza la giusta motivazione, quasi che non credesse nell’ipotesi di vincere una medaglia. “Non avevo la giusta adrenalina“, ha ammesso. Tra due giorni servirà cambiare registro in vista del superG.
Laura Pirovano (sci alpino), 7: si conferma su livelli eccellenti, concludendo in terza posizione la manche di discesa. Ben sapendo che le possibilità di medaglia sarebbero comunque state molto ridotte.
Martina Peterlini (sci alpino), 6: è vero, non ha terminato la prova di slalom. Ma almeno ci ha provato! E’ andata all’attacco, sapendo di avere dinanzi a sé un’occasione forse irripetibile per afferrare una medaglia olimpica. L’approccio giusto, anche se non corroborato dal risultato.
Giada D’Antonio (sci alpino), 5: era all’esordio olimpico a soli 16 anni. Non per questo merita la sufficienza d’ufficio…Conferma una certa inclinazione all’uscita: ha portato a termine solo due degli ultimi sei slalom disputati (tra Coppa del Mondo, Nor-Am e Giochi).
Anna Trocker (sci alpino), 7: ha dimostrato che la stoffa c’è. E, per quello che vale, si è tolta persino lo sfizio di realizzare un tempo migliore di Mikaela Shiffrin nella manche di slalom.
Italia staffetta mista short track, 10 e lode: non hanno vinto, hanno letteralmente dominato! Pietro Sighel si è persino permesso il lusso di un arrivo di schiena! Gli azzurri hanno superato quarti e semifinale in scioltezza. Nell’atto conclusivo hanno preso il largo a sei giri dalla conclusione, annichilendo letteralmente la concorrenza. Un oro straordinario, che deve però rappresentare un punto di partenza e non di arrivo. Nelle gare individuali si può puntare in alto, soprattutto con gli uomini.
Arianna Fontana (short track), 10 e lode: merita un voto a parte. Siamo di fronte ad una delle leggende massime dello sport italiano di ogni epoca. Amici, questa donna ha vinto un oro per la terza edizione consecutiva dei Giochi! Era presente già a Torino 2006 quando, ragazzina, conquistò il bronzo con la staffetta femminile. Nessuna come lei sa come si prepara un grande appuntamento. Oggi, con un sorpasso da maestra, ha consentito ai compagni di squadra di involarsi verso l’infinito. Adesso si trova davvero ad un passo dalla gloria imperitura: con un’altra medaglia aggancerebbe lo schermidore Edoardo Mangiarotti, lo sportivo italiano che vanta in bacheca il maggior numero di medaglie olimpiche (13).
Patrick Braunhofer (biathlon), 6,5: conferma una grande abilità al poligono e coglie un egregio piazzamento in top15 nell’individuale. Se non avesse commesso l’unico errore al tiro, sarebbe arrivato addirittura sesto!
Tommaso Giacomel (biathlon), 5,5: la 20 km, come noto, è la gara per lui meno congeniale, perché sovente meno puntuale al poligono rispetto ai grandi rivali. Tre errori sono tanti, e ciò nonostante ha concluso sesto. Arriverà allo sprint con la giusta dose di rabbia.
Lukas Hofer (biathlon), 6: a lungo in corsa per una medaglia, il doppio errore all’ultima serie vanifica un piazzamento di prestigio. La condizione di forma resta ottima.
Elia Zeni (biathlon), 6: 25° con 3 errori, ha fornito indicazioni interessanti in vista della staffetta.
Amos Mosaner/Stefania Constantini (curling), 8: confermarsi sul podio alle Olimpiadi dopo quattro anni non è mai semplice. Dopo un round robin giocato con qualche errore di troppo, hanno cambiato marcia nelle sfide ad eliminazione diretta. Peccato per una semifinale che si è decisa su alcune scelte tattiche che hanno fatto pendere l’ago della bilancia verso gli americani. Quella azzurra, a prescindere dal risultato finale, resta probabilmente la miglior coppia di curling misto. L’aver giocato in casa non si è rivelato un vantaggio in termini di pressione da gestire, peraltro da campioni olimpici e mondiali in carica.
Italia hockey ghiaccio femminile, 6,5: sconfitta ininfluente contro la Germania, maturata solo ad un minuto dal termine e dopo l’ennesima prestazione di enorme spessore internazionale.
Sandra Robatscher (slittino), 7: la sua è stata fin qui una più che onesta carriera, senza particolari squilli. Per questo un quinto posto alle Olimpiadi vale tantissimo.
Verena Hofer (slittino), 7,5: ha disputato un grande Olimpiade, mancando la medaglia di bronzo per appena 63 millesimi. Ha quasi 25 anni, in fase di spinta sa essere molto incisiva e possiede buone qualità di guida. Ora che l’Italia avrà a disposizione per tutto l’anno una pista dove allenarsi e testare i materiali, potrà ulteriormente crescere nel prossimo quadriennio e magari puntare al podio nell’edizione 2030 in Francia.