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Olimpiadi 2026, le pagelle dell’Italia: Alex Vinatzer il grande incompiuto; Tabanelli più forte del dolore

Federico Militello

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Alex Vinatzer / Lapresse

PAGELLE ITALIA OLIMPIADI (lunedì 16 febbraio)

Patrick Baumgartner (bob), 5: partiamo dalla premessa che nel bob a 2 non eccelle come in quello a 4. Dopo una buona prima manche, è arretrato in nona piazza al termine della seconda. La spinta resta l’atavico anello debole, ma ha commesso anche troppi errori in fase di guida su una pista che conosce meglio degli avversari.

Alex Vinatzer (sci alpino), 3: una Olimpiade disastrosa. In combinata è affondato nelle retrovie dopo essersi ritrovato in testa grazie alla discesa di Giovanni Franzoni, in gigante e slalom non ha neppure concluso la gara. 5 o 6 stagioni fa era considerato il predestinato dello sci alpino italiano, un talento che alle nostre latitudini non si vedeva da tempo. A 26 anni non ha ancora mai vinto in Coppa del Mondo, collezionando appena quattro podi complessivi e un bronzo ai Mondiali in slalom (consideriamo solo le gare individuali, chiaramente: il resto non è vero sci). La carriera sarà ancora lunga, con due cicli olimpici davanti. Ma attualmente siamo dinanzi ad un grande incompiuto.

Tommaso Sala (sci alpino), 5: la stagione del rientro dopo il grave infortunio non è stata semplice. Oggi non ha terminato la prima manche.

Tobias Kastlunger (sci alpino), 4: fuori sia in gigante sia in slalom. Anche per lui un’edizione dei Giochi da dimenticare.

Tommaso Saccardi (sci alpino), 7: partito con il pettorale n.37, ha concluso la prima manche in decima posizione e infine la gara in quattordicesima. Un risultato insperato alla vigilia, dato che non aveva mai conquistato un solo punto in Coppa del Mondo. In Coppa Europa sta però disputando una buonissima stagione, con una vittoria e quattro podi. Non è giovanissimo (in estate compirà 25 anni), ma nello sci attuale ci sta che la piena maturità arrivi intorno ai 26-27.

Arianna Fontana (short track), 7: questo sport è fatto di episodi, frazioni di secondo che possono determinare tutto o niente. Oggi un lieve contatto è costato caro alla valtellinese. Ha perso quei metri che non è più riuscita a recuperare. Il quarto posto brucia, ma la forma resta ottima. Tra staffetta e 1500 metri potrà ambire a scavalcare Edoardo Mangiarotti e diventare la sportiva italiana con più medaglie di sempre alle Olimpiadi (al momento è a 13).

Elisa Confortola (short track), 6,5: vince la finale B e conclude sesta. In semifinale ha dato la sensazione di non voler attaccare la capitana Arianna Fontana, quasi che un inconscio timore reverenziale l’abbia bloccata. Forse questa ragazza non si è ancora pienamente convinta di quanto grande sia la sua forza. Potrà ancora crescere molto nel prossimo quadriennio.

Giovanni Bresadola (salto con gli sci), 6,5: anche questa sera due salti solidi, con i quali conferma la buona condizione raggiunta per queste Olimpiadi.

Alex Insam (salto con gli sci), 6: meno bene rispetto al compagno di squadra, ma comunque una prestazione di sostanza. L’Italia ha fatto una figura dignitosissima in questi Giochi nel salto con gli sci.

Flora Tabanelli (freestyle), 10: signori, questa ragazzina (perché ha solo 18 anni) lo scorso 6 novembre si ruppe i legamenti crociati del ginocchio destro in un allenamento a Stubai. Il sogno olimpico sembrava infranto per la dominatrice della passata stagione, capace di aggiudicarsi senza soluzione di continuità Mondiali, Coppa del Mondo (generale e di Big Air) e X-Games. Si scelse di non procedere all’operazione, optando per una terapia conservativa, volta al rafforzamento muscolare. Sono state settimane tremende, di dolori lancinanti, notti insonni e amarissime lacrime ingoiate con l’unico intento di tenere accesa la fiamma della speranza. Un altro miracolo all’italiana, dopo quello di Federica Brignone, si è concretizzato. La giovanissima emiliana ha regalato all’Italia la prima medaglia della storia nel freestyle. E tra 4 anni potrà ambire al metallo più pregiato.

Sara Conti/Niccolò Macii (pattinaggio artistico), 5: non sono arrivati a questi Giochi in condizioni ideali, sia per i problemi al ginocchio di Conti sia per alcune frizioni di natura personale ed extra-sportiva. Lo sforzo profuso per arrivare al bronzo nella gara a squadre sembra averli svuotati di energie più mentali che fisiche. Ne è scaturita una gara purtroppo ben al di sotto dei loro standard abituali.

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