Basket
NBA, i risultati della notte (13 febbraio): LeBron James, una tripla doppia per la storia. Cadono i Thunder
Appena tre le partite giocate nella notte NBA, e stavolta per un motivo ben più che giustificato. Sta arrivando il tempo dell’All Star Weekend, che catalizzerà l’attenzione dell’ambiente cestistico a stelle e strisce. Se, poi, questo dovesse anche tradursi in partite che abbiano un senso, e non nelle nefandezze che si sono viste negli ultimi anni, allora potrebbe significare che ci si trovi di fronte a un significativo cambio di rotta.
Innanzitutto, però, l’attualità. Che parla di attimi di storia che entrano nel momento in cui, nella vittoria per 124-104 dei Los Angeles Lakers (33-21) sui Dallas Mavericks (19-35), LeBron James stampa una tripla doppia da 28 punti, 10 assist e 12 rimbalzi. Con i suoi 41 anni, è l’uomo più avanti in età a riuscire a piazzare una tripla doppia, il che fa capire come, nonostante non sempre sia in serata, per lui i giorni possano ancora essere ben più che luminosi. Per i Mavericks 19 di Max Christie e Naji Marshall.
I Portland Trail Blazers (27-29) arrivano a Salt Lake City e non ci mettono molto a togliere speranze agli Utah Jazz (18-38): 119-135 con due serate straordinarie. Una è quella di Jrue Holiday, 31 punti e una tripla doppia sfiorata, l’altra è quella di Donovan Clingan, che anche lui non va da essa lontano: 23 punti, 18 rimbalzi e 7 assist. Per i Jazz gira correttamente solo Brice Sensabaugh, a quota 28, nonostante gli uomini totali in doppia cifra siano sei.
Che per gli Oklahoma City Thunder (42-14) non sia una fase facilissima è spiegato dal fatto che, nelle ultime 10, il loro record sia 5-5. E nella notte arriva anche la sconfitta per 93-110 contro i Milwaukee Bucks (23-30), oramai sempre privi di Giannis Antetokounmpo. Sette giocatori in doppia cifra, Ousmane Dieng scrive 19 e 11 rimbalzi, dalla panchina interviene bobby Portis con 15 e 12. Per OKC, che non ha Shai Gilgeous-Alexander (e non è proprio poco), 17 di Isaiah Joe e 16 con 13 rimbalzi di Chet Holmgren.