Milano Cortina 2026

Maria Gismondi: “L’influenza mi ha destabilizzata. Le Olimpiadi in casa erano l’obiettivo, ma le prossime…”

Edoardo Diamantini

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Gismondi / Lapresse

Maria Gismondi è sicuramente una delle giovani promesse più interessanti dello sci di fondo italiano femminile in prospettiva per i prossimi anni, ma proverà comunque a ben figurare anche sulle nevi della Val di Fiemme in occasione degli imminenti Giochi Olimpici di Milano Cortina. La ventunenne laziale, campionessa mondiale juniores 2024 nella mass start 20 km in tecnica libera, ha già dimostrato infatti di poter competere ad alti livelli anche in Coppa del Mondo con un fantastico sesto posto a Trondheim lo scorso 7 dicembre in una 10 km skating con partenza a intervalli, format di gara che vedremo anche giovedì 12 febbraio alle Olimpiadi.

Dopo l’ottimo avvio tra novembre e dicembre, l’influenza nel periodo natalizio ti ha costretta a fermarti e a saltare il Tour de Ski. Come stai adesso? Pensi di presentarti al 100% per le Olimpiadi?
“Il mio inizio di stagione è stato molto soddisfacente. Ho dimostrato, soprattutto nella gara skating, il mio valore. Tornati a casa a Natale ho preso una bruttissima influenza con la febbre a 40/41° e una fortissima tosse. Ci ho messo veramente tantissimo tempo per recuperare e rientrare. Ho iniziato ad allenarmi bene in realtà solo negli ultimi giorni. La preparazione alla fine non è stata minimamente quella che mi sarei aspettata per queste Olimpiadi. Adesso le cose stanno andando un po’ meglio. Non ancora al top però abbiamo ancora un po’ di tempo. Spero di rimettermi per essere al 100%. Le cose appunto non sono andate come volevo e come mi sarei aspettata. Bisogna fare però così anche con gli imprevisti. Adesso sto lavorando per fare il meglio che posso in questa situazione”.

Ti aspettavi questa ascesa così importante in questa stagione?
“Qualificarmi alle Olimpiadi qui in Italia a Milano-Cortina, soprattutto con lo sci di fondo che si fa in Val di Fiemme, è stato uno degli obiettivi che mi ero posta per questa stagione e anche negli ultimi anni. Quattro anni fa, sapendo che le Olimpiadi sarebbero state in Italia, era uno degli obiettivi che mi ero posta. Sapere di essere qui e che appunto sto portando avanti il mio percorso e i miei sogni al meglio che posso mi rende sicuramente fiera”.

Seppur non semplice, non si può neppure definire impossibile una tua medaglia nella 10 km a intervalli: è l’obiettivo a cui sotto sotto lavori o alla fine saresti decisamente soddisfatta anche in caso di una top10?
“Medaglia è una parola molto grande, considerando che è la mia prima Olimpiade. Probabilmente nella giornata perfetta, con gli sci perfetti, con le stelle che si allineano perfettamente sicuramente non è impossibile. La situazione dell’ultimo mese mi ha un po’ destabilizzato. Ci credo sempre e correrò la 10 skating dando il meglio di me. Non so, probabilmente sarò anche molto soddisfatta con un risultato tra la top10 o top6. Tutto quello che arriva di più va bene”.

Sei una fondista ‘vecchio stampo’, perché prediligi le partenze ad intervalli. Che tuttavia sono sempre meno. Da U23 però ottenevi buoni risultati anche nelle sprint. Qual è la situazione attuale?
“Quest’anno mi sono concentrata più sulle distance. Non escludo da qua a fine stagione di poter partecipare anche a qualche altra sprint. Magari l’avrei già fatto se avessi partecipato al Tour de Ski, se non fossi stata male. Magari per il prossimo anno non escludo di gareggiare e provare a far bene anche nelle sprint a skating”.

Cosa ti manca in tecnica classica e quale aspetto stai cercando di curare maggiormente per crescere?
“In tecnica classica faccio ancora più fatica rispetto lo skating. Nello skating tecnicamente mi trovo proprio a mio agio. In alternato non ho questa facilità che ho nello skating. Continuerò a lavorare soprattutto sulla tecnica, perché è la cosa principale che fa la differenza per migliorare ovviamente anche in tecnica classica”.

Arrivi dal Lazio, una regione non famosa per gli sport invernali. Come ti sei avvicinata allo sci di fondo e quali sacrifici hai dovuto compiere per arrivare a praticarlo ad alto livello?
“Sono di Subiaco, in provincia di Roma. Ho iniziato a fare sci di fondo con il mio sci club la Winter Sport Club Subiaco. Diventando poi sempre più grande, alle Medie sapevo che per le superiori c’era la possibilità di trasferirmi e andare a vivere in uno ski college. Rompevo sempre le scatole ai miei genitori per fare questo passo. In seguito loro in seconda superiore mi hanno dato la possibilità di andare a studiare a Tarvisio, al Bachmann. Ho fatto poi sui due anni a Tarvisio nello ski college e successivamente dalla quarta superiore mi sono trasferita a vivere in Caserma della Polizia a Moena. Ringrazio il mio gruppo sportivo che è ancora quello attuale. Sono stata arruolata un anno e mezzo fa e tesserata da loro più o meno circa 4-5 anni fa. Grazie a loro sono cresciuta tantissimo come atleta. Sicuramente è stato un sacrificio lasciare casa da piccola. È stato per inseguire i miei sogni incontrando un sacco di difficoltà lungo il mio percorso. Sono comunque felice e soddisfatta delle scelte che ho fatto”.

Il settore femminile italiano, dopo 15 anni di quasi anonimato, sta mostrando una crescita importante con diverse giovani: cosa è cambiato?
“Quest’anno noi donne stiamo ottenendo più risultati rispetto agli ultimi anni. Siamo un bel gruppo, soprattutto di giovani che possono fare molto bene. Non saprei cosa sia cambiato. Posso parlare per me stessa. Posso dire che ho veramente tantissima voglia di fare bene e sto investendo la mia vita in questo sport. Da parte mia c’è tutto l’impegno del mondo. Anche le mie compagne ce la mettono tutta. Sono molto talentuose. Secondo me anche nei prossimi anni potremo fare molto bene”.

Possiamo affermare che l’Olimpiade tua e delle altre giovani azzurre sarà quella del 2030?
“Probabilmente sì. Tra quattro anni avremo quattro anni di esperienza in più e soprattutto quattro anni di allenamento in più. Anche quattro anni di consapevolezza sempre in più. Saremo sicuramente pronte. Ora però cerchiamo di dare il massimo in questa Olimpiade che inizierà a breve”.

A quale risultati pensi che potrete ambire invece nella staffetta di Milano Cortina?
“Possiamo essere una squadra molto competitiva. Non tra le prime tre. Magari sarebbe possibile un piazzamento sicuramente tra le prime sei. Come nazione per noi donne sarebbe già un bel risultato”.

Qualcuno, per le tue caratteristiche e l’andare forte in salita, ti ha accostato a Stefania Belmondo. Un paragone impegnativo: cosa sai di lei, visto che non eri ancora nata quando Stefania vinceva le sue ultime Olimpiadi?
“So che è stata un’atleta fortissima. L’atleta italiana più forte nello sci di fondo. Veramente strapiena di risultati, Olimpiadi e Mondiali. Sicuramente un punto di riferimento. È molto bello essere paragonato a lei. È però anche molto impegnativo. Spero di riuscire a fare anch’io molto bene. Quando lei vinceva le Olimpiadi non ero ancora nata, però insomma mi sono un po’ documentata”.

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