Pallavolo
Manuel Zlatanov: “Lavoro sodo per tornare in Nazionale ogni estate. Ho fatto uno step mentale”
Manuel Zlatanov è stato ospite di Talent Zone, trasmissione che va in onda sul canale YouTube di OA Sport, dove ha parlato delle vittorie ai Mondiali U17 ed agli Europei U17 di volley, dove è stato anche MVP del torneo. Figlio d’arte, suo padre Hristo ha vestito a lungo la maglia della Nazionale italiana, ha sperimentato più sport prima di scegliere la pallavolo.
Il passaggio da Piacenza a Ravenna e la semifinale di Coppa Italia di Serie A2: “Sicuramente è stato un cambiamento di vita, perché vai a vivere da solo, cominci a vivere la vita da autonomo, quindi un po’ ti devi arrangiare in qualsiasi situazione che ti capita e sei tu da solo. Ti devi saper organizzare, ti devi arrangiare. La Coppa Italia è un trofeo a cui la società tiene molto e anche noi come squadra ci teniamo a far bene, quindi l’obiettivo è quello di arrivare più in fondo possibile, se non di provare a vincere questo titolo, e poi queste partite di Coppa Italia, da dentro o fuori, vengono sentite molto, però secondo me queste sono le partite più belle da giocare, siamo fatti per giocare queste partite, e sono veramente belle“.
L’approccio alle diverse sfide: “La preparazione della partita alla fine è sempre la stessa, magari vivo la partita in modo diverso, però diciamo che il modo di prepararmi è sempre quello, lavorando tanto in palestra. Rituali scaramantici non ne ho, però credo molto nel lavoro quotidiano e settimanale per arrivare in forma alla partita del weekend, e poi anche durante la partita ed il riscaldamento, così mi carico molto di più, sapendo che è una partita dentro o fuori trovo maggiore concentrazione“.
Il Mondiale giocato con la Nazionale giovanile: “Mi sono divertito tantissimo, è stata una bellissima esperienza e diciamo che alla prima convocazione col gruppo dei più grandi c’era un po’ di emozione, è stato diverso. Poi con quel gruppo mi sono trovato subito molto bene, mi hanno accolto bene e mi sono trovato molto bene per tutto il percorso, mi hanno fatto sentire subito uno di loro. Poi peccato per come è andata a finire, però abbiamo fatto un gran percorso, ci siamo divertiti e siamo stati bene assieme“.
Il passaggio dall’Under 17 all’Under 21: “Nella testa non è cambiato quasi niente, nel senso che io vivo per questo sport, vivo quotidianamente facendo pallavolo e anche uno degli obiettivi che mi pongo è di essere magari riconfermato sempre, di tornare sempre in estate con la Nazionale, e quindi l’unico modo per raggiungere quell’obiettivo è lavorare sodo tutto l’anno e non mollare mai, sempre pensando ogni giorno in palestra a lavorare“.
L’emotività in campo: “Inizialmente ero uno che alle prime difficoltà, ai primi errori, abbassava un po’ la testa, nel senso che la prendevo molto sul personale e facevo fatica ad uscire da queste situazioni. Invece adesso, andando avanti, sto facendo anche uno step mentale, riesco a reagire meglio, pensando meno all’errore, pensando più alla palla dopo, a quello che devo fare, ad essere anche più tranquillo, sereno, lucido nei momenti di difficoltà, o anche nei momenti importanti“.
I passi in avanti compiuti: “Prima, ma anche adesso qualche volta mi capita, alle prime difficoltà un po’ mi chiudo in me stesso ed incomincio a pensare un po’ tutto negativo, è una cosa sbagliata, che sto capendo col tempo. Secondo me ho proprio la forza di volontà, io voglio cambiare e voglio essere un’altra persona in campo, anche durante i momenti di difficoltà, o per aiutare i miei compagni in momenti di difficoltà, io sono il primo a non dover fare o mettere in mostra certi atteggiamenti, e quindi secondo me è proprio una cosa che voglio io, mi sta aiutando anche a cambiare, e le do più peso, cerco di lavorarci sempre di più“.